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Padova: licenziata la preside che rifiutò l'alazabandiera


Padova: licenziata la preside che rifiutò l'alazabandiera
01/09/2009, 12:09

Si sa che in Italia licenziare un impiegato pubblico è estremamente difficile; nella scuola, in particolare, licenziare un dirigente scolastico è una cosa quasi impossibile. E non ci sono notizie di presidi che siano mai stati licenziati. La prima di cui si ha notizia è Maria Grazia Bollettin. La motivazione ufficiale parla di "incapacità gestionale" della Bollettin, avallata da tre diverse ispezioni fatte negli ultimi due anni. Ma secondo molti non è estraneo alla scelta quello che è successo lo scorso 4 novembre. In quella data a Villafranca Padovana, dove la Bollettin lavora come preside, per volontà del sindaco Beatrice Piovan, si fa l'alzabandiera, in onore dei militari caduti dalla Prima Guerra Mondiale ai soldati morti durante l'invasione in Afghanistan e in Iraq. L'anno scorso a questa cerimonia non parteciparono i ragazzi della scuola di Villafranca Veronese; la Bollettin spiegò che era per non offendere la sensibilità dei tanti alunni non italiani. E in effetti, ad un somalo, un libico, un eritreo, un oracheno o un afgano dubito che faccia piacere ricordare l'invasione di un esercito della propria nazione e le stragi che quell'invasore compie.
La cosa scatenò le ire dei deputati di AN a tutti i livelli, da quello comunale a quello regionale. E non appare una casualità, questo colpo di fulmine.

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di Antonio Rispoli
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