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Al-Quaida rivendia "con orgoglio" l'attentato

Pakistan: kamikaze di soli 14 anni si fa esplodere, 30 morti

Il ragazzino aveva addosso sei chili di esplosivo

Pakistan: kamikaze di soli 14 anni si fa esplodere, 30 morti
10/02/2011, 17:02

MARDAN (PAKISTAN) - I ragazzini di 14 anni, qui nei paesi occidentali, siamo abituati a vederli sfrecciare su di un motorino; o attendere fuori scuola qualche compagna della quale si sono invaghiti. Magari si sentono le loro urla mentre giocano a pallone in qualche cortile di periferia.
A casa vengono richiamati dai genitori perché passano troppo tempo a giocare con la console o a navigare su internet. Nelle zone più "difficili", gli adolescenti puoi vederli mentre scippano a bordo di motorini senza targa o mentre fanno i pali ai fratelli maggiori che spacciano droga. A qualche decina di chilometri da Peshawar, nel Pakistan, esistono invece veri e propri campi di reclutamento dove bambini di 10-12 anni vengono prepararti "all'estremo sacrificio". In qui territori che gli States hanno definito "i più pericolosi del pianeta", si consuma giornalmente il dramma della gioventù rubata e deformata dai terroristi di Al-Quaida. Soprattutto nell'area nord-occidentale dello stato asiatico, infatti, gli estremisti islamici possono contare su delle vere e proprie "scuole per piccoli Kamikaze".
Oggi, quello che per l'età può considerarsi addirittura un "veterano", si è fatto saltare in aria in un campo di addestramento militare. A coprire i sei chili di esplosivo che il baby-terrorista aveva legati al busto, la rassicurante divisa della scuola. Il bambino, di soli 14 anni, si è diretto lentamente verso il campo militare di Mardan, dove alcuni soldati dell'esercito stavano partecipando all'esercitazione mattutina. Il tempo di far avvicinare più uomini possibile e poi la detonazione: più di 30 morti ed il piccolo corpo del tutto disintegrato dall'esplosione.
"Rivendichiamo con orgoglio questo attentato suicida - ha dichiarato per telefono da una località sconosciuta il portavoce talebano Azam Tariq, citato dalla France Presse - continueremo questi attacchi contro le persone che forniscono sicurezza agli americani".
Il riferimento è preciso e riguarda in particolare la ritorsione per una grossa offensiva che l'esercito pakistano ha portato a termine nella regiona tribale di Mohmand; proprio vicino Mardan. Come ricorda anche Antonella Scott su Rainews24, dal 2007 ad oggi, sono già oltre 4000 le persone uccise dagli attentati compiuti dai talebanti e dai militanti di al-Quaida nel Pakistan. L'ultimo bagno di sangue risale al giorno di Natale: una donna, con un ordigno nascosto sotto il burqua, si è fatta saltare in aria in un centro di distrubuzione aiuti dell'Onu. I morti furono in tutto 43.
Intanto, oltre all'emergenza post-alluvione che continua a tenere il paese in ginocchio, anche gli americani hanno congelato i rapporti diplomatici con lo stato asiatico. Motivo della decisione, l'arresto dell'ambasciatore statunitense
Raymond Davis; accusato del duplice omicidio di due uomini che avrebbero tentato di rapinarlo.
Islamabad resta dunque da sola nella sfibrante lotta con il terrorismo e, non godendo dello stesso appeal di Haiti, non può contare su nessuna raccolti fondi eccezionale per le numerosissime vittim dell'alluvione che ha devastato intere regioni del paese diversi mesi fa.

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di Germano Milite
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