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Salgono a 8 le vittime dell’attacco terroristico a Quetta

Pakistan, si osanna bin Laden: “Lunga vita a Osama”

Manifestazioni pro Osama e contro Washington

Pakistan, si osanna bin Laden: “Lunga vita a Osama”
06/05/2011, 13:05

QUETTA (PAKISTAN) - “Lunga vita ad Osama”: è questo l’inno che riecheggia tra la folla che sfila per rendere omaggio allo sceicco del terrore, ucciso cinque giorni fa da un commando americano. Siamo a Quetta, capitale della provincia del Baluchistan, nel sud-ovest del Pakistan: qui un migliaio di persone è sceso in piazza per una manifestazione del partito islamico Jamiat-Ulema-e-Islam (JUI). I partecipanti, oltre a glorificare “tutti i servigi resi da Osama bin Laden”, hanno anche compiuto il gesto di bruciare le bandiere americane, come spesso accade in altre città di questa provincia al confine con l’Afghanistan, dopo la preghiera del venerdì. Segno simbolico per chiamare alla jihad contro Washington. “I servigi resi da Osama a tutti i musulmani saranno celebrati per sempre”, ha affermato davanti alla folla Abdul Qadir Looni, uno dei leader del partito, ricordando come l’Osama, sceicco del terrore, sia diventato martire e come altre migliaia di Osama nasceranno, “perché lui ha creato un movimento contro le forze anti musulmane che va oltre la sua persona”. Nonostante Islamabad sia un paese alleato di Washington nella guerra contro il terrorismo, l’opinione pubblica pare nutra in maggioranza sentimenti anti americani. Molti partiti fondamentalisti islamici, infatti, hanno lanciato un appello a scendere in piazza oggi in tutto il paese per condannare “l’aggressione” americana e la violazione della sovranità del Pakistan nel corso del raid ad Abbottabad, che ha portato all’uccisione di bin Laden. E l’appello è stato ascoltato dai più dal momento che diverse manifestazioni sono già partite ed altre si teme che avranno luogo nel pomeriggio. Intanto, sempre a Quetta, sale a otto morti e una decina di feriti il bilancio dell’attacco terroristico eseguito questa mattina da un commando armato di pistole e razzi, poi datosi alla fuga. Secondo Hamid Shakil, ufficiale di polizia citato dai media pakistani, le vittime sono tutti sciiti, che si trovavano in un parco di Hazara, nei pressi di Quetta appunto. Gli sciiti sono considerato eretici dai militanti islamici sunniti dell’area e per questo sono spesso un loro bersaglio.

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di Antonio Formisano
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