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Alla cerimonia presenti Alfano, Orlando e Canizzo

Palermo commemora il generale Dalla Chiesa

Mattarella: "Un grande esempio per le nuove generazioni"

Palermo commemora il generale Dalla Chiesa
03/09/2015, 15:45

PALERMO - A 33 anni dalla scomparsa di Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia il 3 settembre 1982 insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo, la città di Palermo ha voluto rendere omaggio al generale con una commemorazione solenne, a cui hanno preso parte, tra gli altri, il ministro dell’Interno Angelino Alfano, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il prefetto di Palermo Francesca Canizzo e le figlie Simona e Rita Dalla Chiesa, che recentemente avevano lamentato lo stato di degrado in cui versava la lapide di via Isidoro Carini, nel luogo della strage. Assente, invece, il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta. Durante la cerimonia sono state depositate sette corone di fiori sulla lapide del generale Della Chiesa ed è stato osservato un minuto di silenzio. Il ministro dell’Interno ha commentato: “E' un giorno che ricorda un grande uomo, un grande carabiniere e un grande prefetto, che fu punito non per le cose che aveva già fatto a Palermo, ma per quelle che si pensava avrebbe fatto. E’ stato un omicidio quasi a prevenire l’azione di bonifica che si pensava il generale avrebbe fatto. Pensate a quanti anni ci avrebbe risparmiato Dalla Chiesa per il riscatto della Sicilia se lo avessero fatto lavorare”.

Anche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha espresso un messaggio di cordoglio. “Il sacrificio di uomini e donne impegnati nella lotta alla violenza mafiosa e nella strenua difesa dei principi democratici – ha dichiarato il presidente della Repubblica – costituisce un costante e severo richiamo, per le istituzioni e i cittadini, a una comune offensiva contro ogni forma di criminalità organizzata e le sue ramificazioni nel tessuto sociale. Il Prefetto Dalla Chiesa, con la sua inflessibile battaglia contro l’insidiosa opera delle organizzazioni terroristiche e criminali e la sua azione intelligente e tenace rappresenta un grande esempio per le nuove generazioni”. Mattarella ha poi aggiunto: “Desidero rendere il partecipe e commosso omaggio mio e del popolo italiano alla loro memoria, nella ferma convinzione che la salvaguardia dei valori della democrazia e della libertà vada garantita con la mobilitazione e il contributo di tutti i soggetti istituzionali e delle forze politiche e sociali”.

Cordoglio anche da parte dei presidenti del Senato e della Camera. Pietro Grasso, in una nota su Facebook, ha scritto: “Dalla Chiesa può ancora insegnare molto a ognuno di noi. Ai ragazzi, che per ragioni anagrafiche non hanno memoria di questo straordinario uomo, suggerisco di studiarne la storia perché sia per loro una guida, un maestro a cui riferirsi quando saranno chiamati a fare la cosa giusta”. Laura Boldrini ha invece ricordato: “Il generale Dalla Chiesa fu tra i primi a comprendere pienamente la necessità di combattere la mafia in modo globale, affiancando all'azione investigativa e repressiva una capillare azione culturale. Andò nelle scuole e nei luoghi di lavoro a parlare di legalità e onestà, di senso dello Stato e di lealtà verso le Istituzioni per far capire ai siciliani che un nuovo modello sociale e culturale era auspicabile e possibile”.

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di Vanessa Ioannou
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