Cronaca / Giudiziaria

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Per la prima volta insieme boss, politici e carabinieri

Palermo: inizia il processo sulle trattative tra Stato e mafia


L'aula bunker di Palermo in una recente manifestazione pubblica
L'aula bunker di Palermo in una recente manifestazione pubblica
27/05/2013, 09:44

PALERMO - Nell'aula bunker di Palermo oggi inizia il processo sulle trattative tra Stato e mafia. L'elenco degli imputati è alquanto variegato: i capimafia Totò Riina, Leoluca Bagarella, Antonino Cinà, gli ex ufficiali del Ros Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno, il pentito Giovanni Brusca e Massimo Ciancimino, i politici Marcello Dell'Utri e Nicola Mancino. Ciancimino è accusato di concorso in associazione mafiosa e calunnia all'ex capo della polizia Gianni De Gennaro; gli altri sono accusati di violenza o minaccia a Corpo politico dello Stato. 
Dell'elenco facevano parte anche il boss di mafia Bernardo Provenzano e il politico Calogero Mannino. Ma il primo deve essere sottoposto a perizia psichiatrica per valutare se è capace di intendere e di volere, per poter stare in giudizio; il secondo ha chiesto il rito abbreviato. 
Secondo l'impianto accusatorio, la trattativa iniziò con l'uccisione dell'esponente andreottiano della Dc, Salvo Lima. Questo spaventò Mannino, che dette il la alla trattativa, attraverso il capo del Ros Antonio Subrannu, che a sua volta coinvolse il suo vice Mario Mori. E' in questa fase che, attraverso l'ex siondaco di Palermo Vito Ciancimino, Riina consegna il suo "papello", un elenco di richieste parzialmente esaudite dai politici. Uno dei passi fu il mancato rinnovo di 341 provvedimenti di 41 bis. Successivamente, il "raccordo" tra mafia e Stato coinvolge anche politici come Marcello Dell'Utri; ma anche Nicola Mancino, che ha mentito dicendo di non sapere nulla dei rapporti tra il Ros e la mafia, parlando con l'ex Ministro Claudio Martelli. 
Proprio per questo motivo, Mancino, che sostiene di essere processabile solo per falsa testimonianza, chiederà che la sua posizione venga stralciata. Infatti il processo si svolge davanti alla Corte d'Assise mentre il processo per falsa testimonianza è compito del giudice monocratico. 

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di Antonio Rispoli
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