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Ha avuto 90 grammi di farmaco, anzichè 9

Palermo: morì per una chemioterapia, per uno zero in più


Palermo: morì per una chemioterapia, per uno zero in più
07/01/2012, 15:01

PALERMO - Le indagini sulla morte di Valeria Lembo, la 34enne palermitana uccisa da una chemio terapia sbagliata, stanno dando i primi risultati. Da quanto si è scoperto, ad essere letale per la giovane è stato l'eccesso di un farmaco, la vinblastina, che le è stato dato in quantità superiore al normale. Infatti, nella scheda che è stata redatta, c'era scritto che doveva avere 90 milligrammi di medicinale e non 9 (la posologia è di una fiala da 6 grammi ogni metro quadro). CI sono volute quindici fiale, una quantità così elevata che è stato estremamente difficile recuperare tale quantità. E l'infermiera per due volte chiese conferma alla dottoressa (proveniente da altro reparto, ma che collaborava con Oncologia) che sostituiva l'oncologo di fiducia della Lembo, il dottor Sergio Palmieri. Per due volte le venne detto di rispettare le indicazioni ricevute.
Ma subito dopo la chemioterapia, la donna si è sentita male. Ed è probabile che all'ospedale a quel punto si siano accorti che qualcosa non andava, perchè il giorno dopo hanno fatto ricoverare la donna, ufficialmente per una "gastroenterite". Ma era già tardi: la vinblastina ha l'effetto di attaccare le cellule, impedendo la riproduzione delle stesse. Quindi una simile quantità di farmaco crea un blocco che dura a lungo e non ci sono nuove cellule che sostituiscono quelle che muoiono. Questo ha provocato una brusca riduzione del numero di globuli bianchi e globuli rossi (tanto che la ragazza è stata ricoverata in una camera sterile); poi sono stati attaccati gli organi interni, con piccole emorragie e malfunzionamenti. Finchè il 29 dicembre la donna ha avuto un blocco di tutti gli organi interni ed è morta.

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di Antonio Rispoli
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