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Concluso il vertice in Prefettura: normalità in 7 giorni

Palermo nella morsa dei rifiuti, pronta la ricetta di Bertolaso


Palermo nella morsa dei rifiuti, pronta la ricetta di Bertolaso
01/06/2009, 17:06

Cumuli di rifiuti per strada, odori nauseanti che bruciano le narici, piccoli incendi che divampano agli angoli delle strade. Uno scenario che si è visto per mesi a Napoli, e che adesso si sta ripresentando, con impressionanti analogie, nel capoluogo siciliano. Anche Palermo è nella morsa della ‘monnezza’.

Sono circa 4 le tonnellate di rifiuti urbani che, non raccolte, hanno invaso le strade della città e che restano al suolo da settimane. L’azienda che dovrebbe occuparsi del servizio, l’Amia, è in piena crisi finanziaria. Oggi per proteta circa l’80% dei dipendenti sono rimati all’interno dei depositi, seguendo alla lettera tutte le norme sulla sicurezza del lavoro. In mancanza di fondi, e quindi di attrezzature, gli operatori ecologici non intendono prendere servizio mettendo a rischio la propria salute.

In una settimana Palermo sarà liberata dalla spazzatura. Lo ha annunciato Guido Bertolaso, spiegando che “anche con la collaborazione dell’esercito” saranno rimosse le 4.400 tonnellate di rifiuti ammassate nelle strade del capoluogo siciliano.

L’Amia, l’azienda che si occupa della raccolta a Palermo, avrà i mezzi che chiede. “Per acquistarli, - spiega il sindaco Diego Cammarata, - verranno utilizzate risorse della protezione civile, crediti per 95 milioni di euro che l’azienda vanta nei confronti di comuni e di Ato e poi ci sono le garanzie annunciate dal governo”.

Gli annunci arrivato al termine del vertice in Prefettura, al quale hanno partecipato i sindacati e il presidente dell’Amia. La raccolta dei rifiuti riprenderà da stasera. Bertolaso ha inoltre aggiunto che saranno soddisfatte le richieste di attrezzature avanzate dal personale dell’Amia, che si era lamentato di non poter procedere con il lavoro in sicurezza.

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato che anche per questa emergenza spazzatura il governo scenderà in campo direttamente. “La sinistra, - spiega il premier in un comunicato, - come è sua abitudine, mistifica la realtà e tenta di addossare la responsabilità della crisi economica-finanziaria all’Amia, Azienda per la raccolta dei rifiuti, alla amministrazione comunale di Palermo”.

La risposta arriva subito. Claudio Fava, capolista di Sinistra e libertà alle prossime elezioni europee, replica che “è inutile che Berlusconi accusi la sinistra di spargere sfiducia e pettegolezzi. E’ la realtà che parla: dalla latitanza governativa sulla vicenda Fiat alle mancate risposte sulla crisi economica, dalle promesse, prima mirabolanti e poi grottesche, fatte alle popolazioni terremotate dell’Abruzzo, fino alla vicenda degli allegri volti di stato e delle festicciole, sono tutti esempi chiari dell’incapacità di governare del “Mago di Arcore””.

Un suggerimento, chissà, potrebbe arrivare proprio dal Times, a quanto pare fine conoscitore della politica italiana, tanto che, qualche anno fa, pubblicò una bella fotografia di Antonio Bassolino col sottotitolo “Il Signor Pulito riscatta Napoli dal suo squallido passato”, paragonando il governatore della Campania a Tony Blair e spiegando che era “potenzialmente il candidato più carismatico della sinistra alla poltrona di primo ministro dai tempi di Enrico Berlinguer”.

Intanto i carabinieri hanno arrestato, in via Caramina, due giovani mentre stavano appiccando il fuoco a cumuli di spazzatura. Si tratta di Andrea Castellana, 19 anni, e Alfio Nuccio, 24 anni.

La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta sulle spese pazze sostenute dagli ex dirigenti dell’Amia. I costi sostenuti dall’ex presidente del consiglio di amministrazione, Vincenzo Galioto, ora senatore del Pdl, e da dirigenti e consulenti dell’azienda durante 22 missioni negli Emirati Arabi sono al vaglio del pm.

La società, il cui passivo ammonta ormai a circa 150 milioni di euro, è ad un passo dal fallimento. Tra gli sprechi contestati dal Pd, anche una circostanza particolare che i consiglieri dell’opposizione non riescono a spiegarsi senza puntare il dito contro un’amministrazione scriteriata. Fin dagli inizi del 2006, spiegano, l’Amia era destinata a diventare una società in house, come tutte quelle a totale capitale pubblico, e quindi non avrebbe potuto lavorare fuori dalla Provincia di Palermo. Nel dicembre 2006 il consiglio comunale aveva già deliberato lo stato di società in house. Malgrado ciò, i dirigenti sono andati a Dubai fino al 2007, pur sapendo che non avrebbero mai potuto occuparsi di raccolta differenziata negli Emirati Arabi.

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di Nico Falco
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