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Piero Grassa:"Non solo la mafia era contro Falcone"

Palermo ricorda la strage di Capaci e celebra gli eroi antimafia


Palermo ricorda la strage di Capaci e celebra gli eroi antimafia
23/05/2010, 18:05

PALERMO - Sono passati 18 anni da quel giorno in cui, insieme al coraggioso magistrato Giovanni Falcone, morì anche una fetta importante di Stato che, con onestà e forza, si opponeva ad una mafia ancora fortissima e radicata all'interno delle istituzioni. Oltre al giudice, a causa di quei 500 chili di tritolo che sbriciolarono un tratto dell'autostrada Palermo-Mazara del Vallo, perserò la vita anche la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.
Correva l'anno 1992 e Falcone era tra gli uomini più soli d'Italia; oggi, a quasi due decadi di distanza, l'intera città di Palermo si mobilita per ricordare uno dei tanti uomini giusti che divengono eroi coraggiosi a causa della vigliacchieria diffusa. Presenti alla cerimonia di commemorazione di Falcone, tra i tanti, anche Giorgio Napolitano, Roberto Maroni, il capo della polizia Antonio Manganelli ed Il procuratore nazionale antimafia
Piero Grasso. In particolare Grasso, che ha preso parte anche alla commemorazione nell'aula bunker del carcere dell'Ucciardone, ha ricordato che:"Non solo la mafia aveva interesse a eliminare Giovanni Falcone. Lui non voleva combattere la mafia e l'illegalità a metà, le voleva eliminare dalle fondamenta. Voleva tagliare le relazioni tra la mafia e gli altri poteri. E su questo le indagini sono ancora attuali". In compagnia degli studenti arrivati nel capoluogo siculo con la "Nave della Leglità", il procuratore ha poi parlato della sua forte amicizia con il giudice antimafia:"Il rapporto d'amicizia tra noi due è cominciato dopo il maxiprocesso. Poteva sembrare una persona altezzosa e sprezzante, ma nell'intimità, con gli amici, era una persona diversa: scherzosa, quasi demenziale, e molto affettuosa con i nostri figli. Aveva una grande forza, nonostante le avversità ogni volta si ritirava su ed era pronto a lottare di nuovo".
Rivolto a Maria Falcone, sorella del magistrato, è stato invece il messagio di Napolitano:"Meritano il massimo sostegno le indagini tuttora in corso su aspetti ancora oscuri del contesto in cui si svolsero i fatti devastanti di quel drammatico periodo - scrive il presidente della Repubblica -. Esse potranno consentire di sgombrare il campo da ogni ambiguità sulle circostanze e le responsabilità di quegli eventi, rispondendo all'ansia di verità che accomuna chi ha sofferto atroci perdite e l'intero paese".
Anche quest'anno, dunque, una serie di manifestazioni, seminari ed incontri hanno ricordato la scomparsa del coriaceo e testardo magistrato siciliano; con la "Nave della Legalità" che si è riempita con 2500 studenti e che è stata affiancata dai "villaggi della legalità" all'interno dei quali, in varie zone della città, è stato possibile conoscere l'attività di numerose associazioni antiracket ed antimafia. Poi la commemorazione del maxi-processo istruito proprio da Falcone e Borsellino e che vide, per la prima volta, condannati i potenti vertici di "Cosa Nostra".

RITA BORSELLINO E MARIA FALCONE
Anche Rita Borsellino, sorella dell'altro giudice antimafia che pagò con la vita la propria pervicace lotta alla malavita, ha diffuso un comunicato ufficiale durante la vigilia della manifestazione odierna:"Dopo la strage di Capaci, la società ha saputo costruire un patrimonio di valori e pratiche di legalità che rappresenta uno dei pilastri della nostra democrazia - si legge nella nota -. E’ questo il più grande omaggio che abbiamo potuto rendere a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e in generale a tutti coloro che hanno dato la vita per sconfiggere Cosa nostra. Ma nel commemorare le vittime di mafia, non possiamo dimenticare le ombre che ancora oggi gravano sulle stragi del ’92 e del ’93. Nonostante siano trascorsi quasi due decenni, la verità tarda ad arrivare. E se penso alle anomalie emerse grazie alle recenti indagini sul fallito attentato all’Addaura e alle norme contenute nel ddl intercettazioni, temo che gli ostacoli sulla strada della giustizia rischiano di essere ancora più alti. Per questo, oggi bisogna lanciare con forza un appello affinché non si fermi la ricerca della verità".
Per Maria Falcone, 18 anni dopo, si è più vicini all'individuazione degli assassini dei due magistrati:"Siamo più vicini alla verità sulle stragi di Capaci e via D'Amelio - ha affermato infatti all'Ucciardone -. Abbiamo ormai la certezza che a farle non fu solo la mafia. D'altronde Giovanni aveva detto che dietro alla mafia ci sono menti raffinatissime. Gli italiani hanno il diritto di sapere cosa ci fu dietro le stragi in cui morirono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino".

GRASSO SULLE INTERCETTAZIONI

Signficativo il breve ma chiare intervento di Piero Grasso riguardo il tanto discusso e criticato dl sulle intercettazioni; in speciale riferimento con la inchieste collegate alla mafia:"Teoricamente il ddl non riguarda indagini antimafia ma ne restringe l'utilizzo nelle inchieste ordinarie; spesso però le indagini antimafia prendono spunto da inchieste ordinarie, per cui restringendo le intercettazioni su quest'ultime si rischia di intervenire anche sulle indagine stesse. C'è un interesse a proteggere la privacy, ma tocca al potere legislativo cercare la formula giusta per bilanciare questo interesse con la necessità di fare le indagini nel modo migliore".

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di Germano Milite
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