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Cammarata:"La responsabilità è di Lombardo"

Palermo seppellita dai rifiuti, il Comune litiga con la Regione


Palermo seppellita dai rifiuti, il Comune litiga con la Regione
29/06/2010, 18:06

PALERMO - Il capoluogo siciliano è letteralmente sommerso dai rifiuti, con le principali via cittadine che, nella notte, si sono illuminate con l'immondizia da giorni abbandonata per strada ed incendiata da chi crede ancora che sia la combustione il miglior modo per ripulire la città.
Intanto, il neo sindaco di Palermo Diego Cammarata, scarica tutte le colpe sul governatore della Regione Raffaele Lombardo:"Le responsabilità sono esclusivamente di Lombardo per i ritardi nell’approvazione del piano di rifiuti regionale e di un sistema alternativo di smaltimento"; ha infatti dichiarato il primo cittadino palermitano. Cammarata, che più volte si è schierato a favore dei termovalorizzatori, ha poi aggiunto che "le affermazioni trite e ritrite sulle infiltrazioni mafiose su queste opere fatte dal presidente della Regione non lo salvano dal trovare soluzioni alternative".
Intanto, il Prefetto di Palermo, ha dato autorizzazione alla giunta comunale per l'apertura della  quinta vasca della discarica di Bellolampo. Su tale sede di sversamento, però, restano non pochi punti interrogativi: il primo riguarda proprio la capienza del sito (180 mila metri cubi secondo l’azienda comunale di igiene ambientale, 300 mila secondo la prefettura), mentre, il secondo, è collegato addirittura ad una delicata indagine giudiziaria che coinvolge la discarica per presunti liquami velenosi ed illegali modalità di smaltimento del percolato (il liquido tossico che si genera dall'acqua che penetra nei rifiuti). Secondo le autorità, infatti, tali sostanze nocive sarebbero già penetrate nelle falde acquifere; contaminandole.
E mentre Lombardo valuta la possibilità di dichiarare lo stato d'emergenza, l'assessore ai Servizi di Pubblica Utilità Pier Carmelo Russo spiega:"Si tratta di prevenire  gli effetti disastrosi che avrebbe sul 25% del sistema dei rifiuti regionale una possibile chiusura della discarica di Bellolampo qualora fosse dichiarata inagibile dalla magistratura per via dell’inquinamento da percolato, vicenda su cui sono in corso indagini giudiziarie; o qualora Bellolampo si esaurisse malgrado le previsioni".
A quel punto, infatti, i dirigenti comunali e regionali sarebbero costretti a valutare con serietà l'ipotesi di smaltire i rifiuti fuori dall'isola. Al momento, la Regione, resta in attesa delle disposizioni della Protezione civile e del governo per la gestione di quella che, al di la delle dichiarazioni formali ed istituzionali, appare già oggi come una vera e propria emergenza. A Roma, per affrontare il problema, sono previsti già diversi tavoli tecnici e politici per trovare ma, le vie risolutive, appaiono al momento abbastanza difficili da individuare. Nel caos di dichiarazioni, rassicurazioni, recriminazioni ed accuse, resta di certo un dato: Palermo deve preparsi ad una calda estate tra la "monnezza" proprio come fece Napoli due anni fa.
Il problema principale, in ogni caso, resta l'applicazione della legge 26 di cui è responsabile il governo centrale e che, troppo spesso, crea assurdi casi come quello di Camigliano (in provincia di Caserta) dove, comuni virtuosi che riescono a garantire il 65% di raccolta differenziata, rischiano lo scioglimento ed il commissariamento.

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di Germano Milite
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