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Napolitano:"Provo profonda indignazione"

Palermo, vandali danneggiano le statue dei giudici antimafia


Palermo, vandali danneggiano le statue dei giudici antimafia
18/07/2010, 10:07

PALERMO - Il 19 luglio di 18 anni fa, nella strage di Via D'Amelio, Paolo Borsellino e la sua scorta venivano uccisi in un attentato ordito da Cosa Nostra. Fin da oggi, nell'Aula magna del palazzo di giustizia di Palermo, la sezione distrettuale dell'Associazione nazionale magistrati ha deciso di commemorare quel magistrato che, insieme a Giovanni Falcone, rappresenta da quasi vent'anni uno dei simboli più forti della lotta alla mafia.
Una commemorazione che prevede diverse iniziative per ricordare quegli uomini ed il loro grande coraggio che, però, è stata macchiata da un episodio che a Giorgio Napolitano ha causato "profonda indignazione". Ignoti, nella notte, hanno infatti deturpato proprio le statue dei due giudici; palesando che, purtroppo, esiste ancora una parte (minoritaria) di popolazione manovrata dalle cosche o dalla totale mancanza di senso civico e pronta quindi a gesti vigliacchi e vergognosi come quello appena descritto.

Nell'Aula, stracolma, hanno comunque sfilato le agende rosse e i membri e simpatizzanti del comitato "Scorta Civica". 
Per l'occasione, il procuratore capo di Palermo
Francesco Messineo, ha ricordato che la Procura di Caltanissetta sta seguendo un'indagine che "si sta muovendo con grandissimo impegno e notevole efficacia" per scoprire, a distanza di quasi due decenni, la verità e tutti i responsabili delle stragi. Applaudito fragrosamente dal numeroso pubblico accorso per l'occasione, Messineo ha poi osservato:"Sono cose che ci fanno piacere e tra le poche gratificazioni che riceviamo - ha detto Messineo - è la conferma che nell'opinione pubblica c'e' fiducia nella magistratura, per noi è un'esortazione ad andare avanti. Noi siamo convinti della necessità di fare il nostro dovere e lo faremo in qualunque condizione".
Presenti anche i fratelli di Borsellino, Salvatore e Rita. Come si legge anche su La Repubblica, il primo ha annunciato che "Lunedì prossimo, 19 luglio saremo di nuovo in via D'Amelio per celebrare i nostri funerali di Stato di Paolo e non vogliamo rappresentanti istituzionali e politici che indegnamente occupano il loro posto". Rita, invece, ha voluto precisare che "il momento attuale è peggiore del '92. Allora sapevano chi erano gli amici e chi i nemici, con tutti i limiti del caso si sapeva a chi affidare la propria fiducia. Oggi non è così. Sappiamo che non possiamo fidarci praticamente di nessuno. Per anni ci sono state dette bugie proposte come verità. Oggi sappiamo che non c'è verità. La caparbietà dei magistrati che continuano a cercarla è il modo più bello per raccogliere l'eredità di Paolo".
Come già sottolineato, la commemorazione, prevederà meeting e marce antimafia organizzate in vari luoghi della città. Purtroppo, però, verso le 9:30 di questa mattina, una pattuglia dei carabinieri ha notato che le statue in gesso di Falcone e Borsellino erano state sfigurate da alcuni vandali. Le due statue, realizzate dallo scultore Tommaso Domina, erano state posizionate nella serata di ieri tra piazza Castelnuovo e Via Quintino Sella. Trasversale e decisa la condanna al gesto da parte del mondo politico; dal sindaco Diego Cammarata fino ad Anna Finocchiaro, infatti, tutti hanno espresso vergogna e indignazione per un gesto che è stato definito come "vigliacco" e sinonimo di un inesistente senso civico.

SOLO IN 100 LE AGENDE ROSSE IN PIAZZA

Come sottolineato da diversi quotidiani (tra cui il Mattino ed il Corriere della sera che titola:"Palermo volta le spalle a Borsellino"), erano non più di un centinaio i rappresentanti delle agente rosse che hanno sfilato oggi a Palermo per ricordare il giudice Paolo Borsellino. Una partecipazione estremamente ridotta che, qualcuno, ha voluto attribuire al caldo record registrato anche quest'oggi in tutta Italia.

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di Germano Milite
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