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Palinuro: vescovo censura "O' Sole Mio"


Palinuro: vescovo censura 'O' Sole Mio'
31/12/2009, 11:12


PALINURO - Alla fine ha prevalso il buon senso. A Palinuro la Curia ha ceduto ed il concerto di musica classica si è svolto in chiesa ma con qualche prescrizione. Censurati dalla diocesi di Vallo della Lucania i brani "O sole mio" e "Canzone Napoletana". Un veto indispensabile, secondo la curia, per lo svolgimento del concerto in una chiesa. Ma le proibizioni non hanno scoraggiato gli amanti del bel canto, che martedì sera hanno gremito la parrocchia per assistere al concerto del maestro Luca Burini e del soprano Larissa Salerno. L’evento, inserito nel ricco cartellone natalizio messo a punto dal Comune di Centola in collaborazione con la Pro Loco era molto atteso. Verdi, Puccini, Mozart, Leahr, Catalani, Mameli: questo il programma scelto dal maestro Burini per una esperienza d’ ascolto diversa, in nome forse di un ideale di partecipazione popolare fondato sulla spontaneitá e sullo sviluppo del gusto musicale in un settore tradizionalmente sottratto ai bagni di folla e ai riti di massa. «Sono contento - ha spiegato il sindaco Romano Speranza - che alla fine abbia prevalso il buonsenso e che il concerto si sia svolto in Chiesa come previsto fin dall’inizio». E’ stato lo stesso Speranza subito dopo il concerto a buttare acqua sul fuoco: «Ringrazio le autoritá ecclesiastiche per aver permesso questo concerto - ha dichiarato - e credo che si sia trattato solo di una brutta incomprensione». 
La decisione di spostare il concerto fuori dalla mura ecclesiastiche era stata presa lunedì dal vescovo della diocesi di Vallo della Lucania monsignor Rocco Favale e dal vicario episcopale don Guglielmo Manna. Poi martedì mattina, dopo le polemiche dei fedeli, è arrivato il contrordine: «Il concerto è possibile, ma senza alcuni brani». Un vero e proprio affronto alla tradizione musicale, che non è certo passato inosservato ai residenti che giá nel 2002 avevano alzato le barricate contro il vescovo Favale. Allora tre fedeli si incatenarono all’ altare per protesta contro la decisione del vescovo di spostare il parroco, don Guerino Sartorelli. Brutta esperienza per monsignor Favale anche a Centola dove fu prosciolto dalle accuse di abuso e falso per la ristrutturazione del convento di San Francesco.

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di Vincenzo Rubano
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