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Il dossier presentato al caffè Gambrinus di Napoli

Pane abusivo e speculazioni, l’allarme della Unipan


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Pane abusivo e speculazioni, l’allarme della Unipan
30/08/2010, 13:08

NAPOLI – La farina che aumenta di venti euro in una manciata di giorni, mentre dall’altro lato della barricata prolificano i forni abusivi. C’è poco da stare allegri, a giudicare dai dati forniti dal dossier presentato da Domenico Filosa, presidente dell’Unipan (associazione dei panificatori campani), e Francesco Emilio Borrelli (ex assessore provinciale all’agricoltura).
“Dal mese di luglio, - spiegano i due relatori, - 1 quintale di farina è passato da 25 euro a 45/47 euro, quindi se non ci saranno interventi rapidi il costo del pane potrebbe raddoppiare nel giro di un mese. Inoltre siamo molto preoccupati per la nuova ondata di forni abusivi che stiamo registarndo in provincia di Napoli e per l’ ingresso sul mercato illegale di farine scadute o contaminate”. L’aumento del prezzo della farina, infatti, influisce nettamente sul lavoro dei commercianti onesti, divenendo invece quasi un vantaggio per quelli disonesti. I panificatori abusivi infatti, che spesso utilizzano farina di pessima qualità (o addirittura contaminata), potranno continuare a vendere indisturbati la loro merce; il divario sempre maggiore tra il pane “legale” e quello abusivo non farà altro che dirottare nuovi clienti verso i ‘bancarielli’, con un danno economico alla categoria dei panificatori ed un potenziale pericolo per gli stessi consumatori.
Sebbene le forze dell’ordine siano sempre impegnate sul versante della panificazione abusiva ed i controlli ed i sequestri siano all’ordine del giorno, il numero dei forni illegali non sembra voler diminuire.
Soltanto nell’ultimo mese i carabinieri hanno individuato 132 panificatori abusivi: 32 a Caivano, 6 a Pomigliano d’Arco, 9 a Nola, 37 a Cardito, 13 a Saviano, 11 ad Acerra, 2 a Napoli, 12 ad Afragola, 2 a Frattamaggiore, 3 a Casoria e 5 a Casalnuovo (nel Rione Cesarea, dove fu costruito alcuni anni fa un intero quartiere abusivo); altri 15 forni illegali sono stati infine scoperti tra Salerno e Caserta.
Su 132 forni segnalati nel solo mese di Agosto, ben 77 sono riconducibili direttamente alle famiglie camorristiche del territorio.
“I Sindaci dei Comuni controllano poco e male, tranne in pochissimi casi, - concludono Filosa e Borrelli, - e soprattutto le Asl sono completamente inattive su questa problematica”.

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di Nico Falco
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