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Il giro da Caserta a Osimo scoperto dalla DDA di Napoli

Pane, mozzarella e cocaina, cinque arresti

Il clan inviava un chilo di coca al mese nelle Marche

Pane, mozzarella e cocaina, cinque arresti
05/10/2011, 20:10

TRENTOLA DUCENTA - Cocaina all'interno di confezioni di mozzarella e di pane inviate da un ristoratore di Trentola Ducenta, comune dell'agro aversano, in provincia di Caserta ad Osimo (Ancona) ove un esponente del clan dei Casalesi, ora collaboratore di giustizia, aveva organizzato nella propria abitazione una centrale per lo spaccio della sostanza. Lo hanno scoperto i carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, a conclusione di indagini che si sono avvalse della collaborazione dello stesso pentito e sono state coordinate dalla DDA di Napoli. Nei confronti di cinque persone, su richiesta della Dda partenopea, è stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere che hanno eseguito nelle prime ore di oggi i carabinieri di Caserta e quelli di Ancona. L'accusa è di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, con l'aggravante di avere favorito l'organizzazione camorristica.  A Osimo gli indagati - secondo le risultanze delle indagini dei Carabinieri di Caserta,coordinate dalla DDA di Napoli- avevano realizzato con l'appoggio di Raffaele Piccolo, elemento di spicco del clan dei casalesi, ora collaboratore di giustizia, una piccola centrale di spaccio di cocaina. La sostanza stupefacente - stando alle indagini basate soprattutto sui riscontri alle dichiarazioni dello stesso Piccolo e dei suoi familiari, anch'essi collaboratori di giustizia - era acquistata a Trentola Ducenta, comune dell'agro aversano, da Vincenzo Vassallo, di 51 anni, titolare del ristorante «O mericano» e trasportata nel centro marchigiano, nascosta tra confezioni di mozzarella e di pane, da uno degli arrestati, Angelo D'Urso, di 47 anni, di Casandrino (Napoli). La droga veniva ceduta nell'abitazione di un altro indagato, Salvatore Del Buono, di 31 anni, cognato di Raffaele Piccolo che gestiva l'attività insieme con la moglie, Rosa Verde ed il fratello Ciro Del Buono, di 38 anni. Coinvolti nell'indagine anche Filomena Cavaliere, madre di Raffaele Piccolo, e la figlia Giuseppina che all'interno dell'abitazione di Del Buono stavano scontando una condanna agli arresti domiciliari perchè accusate di detenzione di una pistola. La cocaina, che il ristoratore di Trentola Ducenta inviava - quasi un chilogrammo ogni 30-40 giorni - veniva ceduta a Osimo a 30-40 euro al grammo. I provvedimenti restrittivi eseguiti oggi nei confronti di Vincenzo Vassallo, Angelo D'Urso, Salvatore e Ciro Del Buono e Rosa Verde, sono stati emessi dal Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA partenopea. Raffaele Piccolo , ritenuto elemento di primo piano della fazione dei casalesi guidata da Nicola Schiavone, figlio di Francesco 'Sandokan', fu arrestato nel 2009 perchè coinvolto nel triplice omicidio di tre affiliati alla cosca, uccisi per uno sgarro

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di Annacarla Broegg
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