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L'ex PM smentisce e querela il settimanale della Mondadori

Panorama accusa Di Pietro: "Frequentava boss bulgaro"


Panorama accusa Di Pietro: 'Frequentava boss bulgaro'
26/03/2010, 11:03

MILANO - Non desta certo sorpresa il perfetto timing usato dal settimanale Panorama nel pubblicare, nel numero di questa mattina, un servizio contro Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori. Vengono pubblicate alcune foto che lo ritraggono ad un pranzo il 19 agosto del 2002 a Zlatni Plasazi, località balneare bulgara del Mar Nero, con alcuni personaggi che il settimanale della Mondadori definisce criminali: Ilia Pavlov, ucciso sette mesi dopo a Sofia con un colpo di pistola al cuore e che Panorama dipinge come un imprenditore legato alla malavita; Ahmed Dogan, che sarebbe un terrorista; Ivan Slakov, arrestato nel 2008 per sfruttamento della prostituzione e riciclaggio.
Ma la risposta arriva dallo stesso Di Pietro e da Niccolò Grimaldi, eurodeputato dell'Idv: "Ahmed Dogan è lo storico leader del Movement for Rights and Freedom, membro a pieno titolo del Partito europeo dei Liberal-democratici e Riformatori. E Slakov all'epoca era assistente di Dogan, poi fu assessore del Partito Dps a Varna". Antonio Di Pietro poi ha specificato: "Quelle foto sono del tutto neutre: mi ritraggono con esponenti politici, di governo e imprenditori bulgari, all'epoca in cui io ero parlamentare europeo con delega ai rapporti con i Paesi dell'Est. Come al solito anche questa volta a ridosso delle elezioni sulla carta stampata di Berlusconi cercano di infangare il mio nome e quello dell'Italia dei valori imbastendo finti scoop che non hanno nè capo nè coda, mentre farebbero meglio a riferire come vanno a finire queste loro accuse strampalate: la settimana scorsa le società del gruppo Berlusconi sono state condannate a pagarmi due volte per diffamazione: 100 mila euro complessivamente, oltre alle spese processuali".
Effettivamente, all'epoca il ruolo di Di Pietro era quello, non essendo stato eletto in Parlamento. E quindi assolutamente normale che si trovasse a cena in Bulgaria con un imprenditore bulgaro, un attivista politico bulgaro e col suo assistente. Che poi si vogliano attribuire a Di Pietro doti divinatorie tali da prevedere che uno sarebbe stato ammazzato 7 mesi dopo e un altro incarcerato 8 anni dopo, sembra molto esagerato.

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di Antonio Rispoli
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