Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Le fonti giudiziarie contraddicono il settimanale

Panorama: la D'Addario indagata per complotto, ma la Procura di Bari smentisce


Panorama: la D'Addario indagata per complotto, ma la Procura di Bari smentisce
28/01/2010, 23:01

BARI - Rischia di finire con un clamoroso buco nell'acqua la notizia bomba già annunciata a piene voci dal settimanale Panorama e prevista per domani. Secondo la Procura di Bari, infatti, al contrario di ciò che sostiene la rivista guidata da Giorgio Mulè, Patrizia D'Addario non sarebbe assolutamente indagata per un presunto complotto ordino al fine di screditare la figura di Silvio Berlusconi.
Panorama, però, sostiene che "non risulta alcuna smentita da parte dell'ufficio della Procura della Repubblica di Bari"  e dunque non cede il passo ed anzi rilancia; confermando punto per punto tutte le anticipazioni dell'inchiesta che sarà disponibile in edicola da domani.
Eppure le fonti giudiziarie fanno sapere che non esistono assolutamente ulteriori indagini che non siano collegate a quelle (tra l'altro già stranote) che riguardano la fuga di notizie verificatisi il giusto scosso; con particolare riferimento ai verbali d'inchiesta su Gianpaolo Tarantini  finiti nelle mani dei cronisti sebbene fossero coperti dal segreto istruttori. A dichiararlo non è il solito quotidiano "partigiano" ed "eversivo" ma la neutralissima Ansa.
Per chi non li ricordarse, l'imprenditore barese, dichiarò infatti di aver "recelutato" un certo tipo di donne per accattivarsi la simpatia del Premier ed ottenere vantaggi persoanli e professionali. Come dichiarò a suo tempo il procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati, le autorità intendevano "identificare e assicurare alla giustizia i pubblici ufficiali che hanno consegnato  i verbali ai giornalisti" ai quali, come precisò Laudati "hanno fatto solo il loro dovere".
Ad oggi non si sa quale percorso abbiano seguito le tali indagini ma, a quanto si legge anche su "La Repubblia", non pare che ci siano provvedimenti di custoria cautelare pronti per i pubblici ufficiali che diffusero i documenti secretati.
Di sicuro, quando i cronisti devono trasformarsi in avvocati (difensori o accusatori fa poca differenza) allora accade ciò che potrebbe verificarsi domattina e, cioè, che un giornale dia per certa una notizia del tutto infondata o, come in questo caso, addirittura smentita seccamente da fonti decisamente autorevoli. Così il giornalismo muore e diventa qualcosa di indefinibile e mortificante; che nega anche l'evidenza dei fatti e la sua stessa natura d'indagine volta proprio alla ricerca della verità. A furia di parlare di escort, si è forse finiti con il prostituire anche l'informazione; o no?

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©