Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Parcheggi al Vomero: silenzio sospetto sulla vicenda


Parcheggi al Vomero: silenzio sospetto sulla vicenda
31/05/2010, 20:05

“ Il silenzio calato sulla vicenda dei parcheggi privati interrati al Vomero da parte delle istituzioni preposte ci lascia perplessi – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, promotore del corteo tenutosi al riguardo nei giorni scorsi -. Non vorremmo di qui a poco trovarci di fronte all’ennesimo blitz con l’occupazione di nuove aree, così come è accaduto di recente in via Paisiello, dopo l’apertura anche dei cantieri in via Andrea da Salerno e in piazza Muzii, che hanno arrecato notevoli disagi ai residenti e ai commercianti “.
“ La nostra attenzione non è mai calata e mai calerà, sia chiaro – prosegue Capodanno -! Non ci convincono i messaggi di distensione, con molte chiacchiere e pochi fatti, che vengono lanciati, attraverso i mass-media, dai diretti interessati, con la palese finalità di poter continuare nella cantierizzazione di nuove aree. Abbiamo invitato i cittadini a presidiare 24 ore su 24 le zone, tra le restanti 18, che, secondo le prime indicazioni provenienti dal commissariato per l’emergenza traffico e parcheggi, potrebbero essere oggetto di ulteriori interventi, anche per evitare possibili blitz notturni o alle prime luci dell’alba “.
“ Stiamo già pensando ad una seconda manifestazione di protesta – continua Capodanno -, ma sia ben chiaro a chi si sta facendo in quattro per consentire di “bucare” il territorio sul quale viviamo, riducendolo ad una forma di groviera, siamo intenzionati ad organizzare una manifestazione al giorno, se ciò si renderà necessario, con forme di protesta civili ma determinate, atte a bloccare ulteriori cantieri per costruire parcheggi interrati “.
“ Quella di destinare una parte dei box che si vogliono realizzare a parcheggi a rotazione appare solo come fumo negli occhi – continua Capodanno -. Se si vuole fare questo si cominci a dimostrarlo subito con i fatti, destinando i box già realizzati ed invenduti di largo Celebrano, alle persone che accompagnano e assistono i figli all’ospedale Santobono, che si trova ad un tiro di schioppo dal nosocomio “.
“ Inoltre si cantierizzi, e subito, il parcheggio “Cilea” – prosegue Capodanno -, un parcheggio misto, stanziale-relazionale, di quattro piani dei quali tre fuori terra, per 810 posti auto, già inserito da anni nel piano urbano parcheggi del Comune di Napoli, per il quale esiste sia un finanziamento pubblico di ben 11 milioni di euro sia il progetto ( grafici allegati ). Esso, per la sua collocazione, posto sotto i viadotti della Tangenziale, risolverebbe gran parte dei problemi della zona “.
“ Anche una persona che non ha alcuna dimestichezza con la soluzione dei problemi di traffico comprenderebbe che non è realizzando un paio di migliaia di posti auto, a disposizione di chi ha notevoli risorse finanziarie, che si risolve il problema del parcheggio dei residenti nell’area collinare della Città, dove gli abitanti, senza considerare quindi l’indotto commerciale, sono possessori di circa ottantamila autovetture, tre quarti delle quali oggi parcheggiate in strada – afferma Capodanno -. Restano dunque da sistemare ben 60mila autovetture private. Dunque se si realizzasse l’intero programma die parcheggi privati Costituirebbe mare “.
“ L’idea poi che un parcheggio realizzato in piazza degli Artisti possa essere utilizzato da chi deve recarsi al Santobono è fuorviante oltre che disdicevole, visto che stiamo parlando di un ospedale pediatrico – puntualizza Capodanno -. Tra piazza degli Artisti e via Mario Fiore, c’è il bubbone storico, mai risolto dall’amministrazione comunale, del mercato all’aperto di via Casale de Bustis, dove non si entra neppure con una bicicletta e dove anche il transito a piedi è tanto inteso, che dovrebbe essere regolato dai vigili urbani, visto che gli ambulanti occupano ogni più piccolo spazio utile pure sui marciapiedi. A meno che, come si vocifera, non si stia pensando a rampe di accesso da realizzare su via Mario Fiore , la qual cosa amplierebbe notevolmente l’area di scavo con conseguenze immaginabili sui numerosi fabbricati della zona “.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©