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Divampa la polemica sul rischio di scontri con la camorra

Parcheggio in piazza Mercato: tornano le strisce blu


Parcheggio in piazza Mercato: tornano le strisce blu
22/01/2010, 18:01

NAPOLI – Torna l’incubo di ritorsioni della criminalità organizzata in piazza Mercato, a Napoli, dopo l’ok dell’assessorato alla Mobilità del Comune partenopeo al ripristino della sosta autorizzata nella zona. Le strisce blu manderanno a casa i parcheggiatori abusivi che controllano la sosta dei veicoli per conto dei clan: un fiorente giro d’affari, che, secondo stime effettuate dalla Polizia Municipale alcuni mesi fa, frutterebbe centinaia di euro al giorno. La decisione dell’assessore comunale ai Parcheggi, Agostino Nuzzolo, che inevitabilmente finirà per turbare gli equilibri in un’area dove la camorra concentra un vasto giro di affari, alza un polverone di polemiche, a partire dagli ausiliari del traffico, piombati in queste ore nel terrore di subire atti intimidatori da parte della mala: “Lo sappiamo tutti – spiegano alcuni dipendenti di Napolipark, la società che gestisce la sosta a raso per conto del Comune – che lì i parcheggiatori erano messi dalla camorra e che c’è un forte interesse dei clan. Che cosa ci potrà succedere una volta che ci metteremo noi?”.
La riabilitazione del parcheggio in piazza Mercato, una zona dove il tasso di criminalità è notoriamente elevato, indigna anche il presidente del Consiglio provinciale di Napoli, Luigi Rispoli, che qui si trova a svolgere il proprio incarico e che critica aspramente la decisione di Palazzo San Giacomo parlando di “colpo alla legalità” e paventando il rischio di una riacutizzazione dei fenomeni delinquenziali, di ostacolo alle prospettive di miglioramento della vivibilità nell’area. Dello stesso parere anche l’assessore alla Viabilità della II Municipalità, Gianfranco Wurtzburger, il quale annuncia che farà il possibile per non vanificare gli sforzi di riqualificazione dell’area e difendere gli interessi di “gente che ha da poco riconquistato lo spazio perduto e per gli operatori commerciali”.

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di Francesca Pellino
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