Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Scrive una lettera e si firma “Il vostro detenuto innocente”

Parolisi: “Presto in molti mi chiederanno scusa”


Parolisi: “Presto in molti mi chiederanno scusa”
16/09/2011, 17:09

TERAMO -  “Il vostro detenuto innocente”. Si firma così nella lettera che decide di scrivere dalla sua cella Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore originario di Frattamaggiore in carcere con l’accusa di aver ucciso la moglie, Melania Rea.  

Continua, dunque, a sottolineare la sua estraneità al delitto avvenuto lo scorso aprile e non nasconde la sofferenza che prova. “Il carcere – racconta affidandosi alla missiva - è un mondo nel mondo e solo chi lo vive può capire quanto male può dare. Dolore, che diventa lancinante quando lo si vive da innocente come succede a me”.

L’angoscia maggiore, per Salvatore è la lontananza dalla figlioletta Vittoria: “Non sono riuscito ancora, senza validi motivi, a stringerla a me – specifica -  neanche un bacio né una carezza. Non sono riuscito a sentire il suo profumo ricordando, così, anche mia moglie e ricaricandomi di forza d’animo".

Ma non solo. Il caporalmaggiore, si dice convinto del fatto che prima o poi in molti dovranno chiedergli scusa: “La stessa giustizia, che oggi mi accusa ingiustamente, quanto prima farà il suo corso affermando la mia assoluta estraneità ai fatti. Cosicché tante persone allora apriranno gli occhi per potermi chiedere scusa". Una convinzione, questa, che però non evita di farlo sentire, come lui stesso scrive nella lettera un “uomo al muro”. Pone, inoltre, l’accento anche sul fatto che niente gli è stato perdonato: “La mia difficoltà di ammettere subito un errore commesso – scrive -  è diventata la mia condanna, non mi viene perdonato il tradimento anche se ormai alcuni giudici hanno scritto che tradire non è reato e che quello non può essere il movente. Sono molto dispiaciuto – conclude - del fatto che rispetto alla mia difesa molte cose contestate non hanno avuto ancora nessuna risposta oppure risposte superficiali e poco credibili”.

Commenta Stampa
di Rossella Marino
Riproduzione riservata ©