Cronaca / Sanità

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Parte dal Pascale la sfida ai tumori ereditari


Parte dal Pascale la sfida ai tumori ereditari
14/03/2019, 12:49

Summit di esperti per presentare i nuovi percorsi preventivi della Rete Oncologica Campana sulle neoplasie ovariche. E l’associazione Acto lancia la campagna <La buona erParte dal Pascale la sfida ai tumori ereditariedità>.

NAPOLI - <La mia è una vita segnata dai tumori. A 15 anni ho perso mia madre per un carcinoma al seno, da tre anni lotto contro un carcinoma alle ovaie. Per quanto abbia sempre effettuato controlli di prevenzione al seno ho trascurato quelli ginecologici non immaginando che ci fosse una correlazione cancro al seno con quello dell’ovaio>. Mirosa Magnotti, 56 anni, tra una chemioterapia e un’altra, dal 2016 non solo ha dato vita all’associazione ACTO Campania, ma organizza convegni, lancia campagne, scrive opuscoli. L’ultimo dal titolo <La buona eredità> lo ha dedicato alle figlie e a tutte le donne che non sono ancora ben consapevoli del pericolo che corrono e che rischiano di trasmettere alle proprie figlie e nipoti una cattiva eredità.
Di buona e cattiva eredità si è parlato questa mattina al Pascale nel convegno voluto proprio da Mirosa Magnotti e durante il quale sono stati presentati i nuovi percorsi preventivi della Rete Oncologica Campana sui tumori ereditari familiari, da poco approvati dalla Regione con il varo di un nuovo PDTA pensato proprio per intercettare questa malattia anche prima che si manifesti. <
Con questo nuovo PDTA – dice Sandro Pignata, coordinatore scientifico della rete oncologica campana nonché direttore dell’oncologia uro ginecologica del Pascale - diamo il via a un progetto che contiamo riuscirà a coinvolgere migliaia di cittadini e che porterà la prevenzione a un nuovo livello di coscienza. Per raggiungere questo obbiettivo esperti in campo oncologico, medico e genetico hanno collaborato a stretto braccio per cercare dei parametri che grazie anche alla Rete oncologica, potremo applicare in maniera unitaria a tutti i cittadini della regione>.
Il primo passo è stato compiuto e ora si devono individuare i laboratori per eseguire i test. <L’identificazione delle famiglie – spiega Stefano Greggi, direttore della ginecologia oncologica del Pascale – con tali mutazioni permette non soltanto di attuare una sorveglianza clinica tempestiva ma anche di effettuare interventi chirurgici profilattici nelle donne sane portatrici di mutazione quali soprattutto l’asportazione di ovaie e tube di Falloppio una volta completata la vita riproduttiva>.
Insomma, il cancro è una cattiva eredità che nel caso delle donne <mutate> diventa buona perché può trasformare uno svantaggio in opportunità, aumentando la consapevolezza nei confronti della malattia e tenendo alta la guardia fin dalla giovane età.
<La buona eredità – sottolinea il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi – è un’idea sfidante e al tempo stesso un forte impegno. Attivare la sorveglianza attiva sui soggetti a rischio genetico configura una modalità innovativa e moderna di interpretare la sanità. Mi piace che il messaggio parta dal Pascale. Noi sicuramente ci proviamo>.

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di Redazione
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