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Napoli. Organizzati da sedicenni,fruttavano migliaia di euro

Party alcolici per minorenni nella 'Napoli Bene': tre fermi


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Party alcolici per minorenni nella 'Napoli Bene': tre fermi
15/01/2011, 14:01

NAPOLI - Erano circa cinquecento, quasi tutti minorenni. Si radunavano, una volta a settimana, da mesi, in una villa presa in fitto da un prestanome, un professionista della 'Napoli Bene'. Quartieri agiati, Posillipo, Marechiaro, via Tasso e Parco Margherita. I ragazzi, come detto tutti al di sotto dei diciotto anni, andavano lì con un solo scopo: ubriacarsi. Studenti dei licei della zona: l'Umberto, il Mercalli. Gli eventi funzionavano alla perfezione: si lanciava il tam-tam su Facebook, il social network più frequentato dai giovani, dove si urlavano proclami quali: "Free drink per tutta la notte a soli dieci euro". Ad organizzare il tutto erano tre ragazzi di 16 anni, che riuscivano ad intascare in una sola serata migliaia di euro. Trovavano un professionista disposto a firmare il contratto d'affitto, spendevano quattrocento euro in superalcolici e pagavano due baristi. Poi l'imprevisto: nella notte tra sabato e domenica irrompono sulla terrazza a Marechiaro i carabinieri, uomini del luogotenente Tommaso Fiorentini e del capitano Scarabello. Partono le prime denunce: al professionista ed ai tre ragazzi classe '94 è stata contestata l'accusa di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche a minorenni. I carabinieri stanno inoltre indagando sui rischi che i ragazzi hanno procurato all'incolumità dei presenti. La villa, infatti, non poteva ospitare un numero così elevato di persone: non c'erano vie d'uscita, nè estintori e soprattutto nessuna possibilità di intervenire su eventuali malori dei presenti. La legge prevede pene pecuniarie da 500 a 2500 euro, con i domiciliari da 15 a 45 giorni. Intanto, su Facebook, partono le offese alle forze dell'ordine, rei di aver interrotto un party riuscito, scrivono, alla perfezione. L'inchiesta, però, va avanti: ci saranno altre verifiche nelle feste private cittadini, probabilmente ascoltando i testimoni presenti al 'Game Over Party' di Marechiaro.

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di Davide Schiavon
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