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Nessun de minumus, mancano i fondi

Pastori, è rottura con la Regione: pronti a scendere in piazza


Pastori, è rottura con la Regione: pronti a scendere in piazza
27/10/2010, 19:10

CAGLIARI - Un confronto serratissimo, durato cinque lunghe ore, non è riuscito a far trovare un punto di incontro tra il Movimento dei pastori sardi, il presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Ugo Cappellacci, e l'assessore dell'Agricoltura, Andrea Prato.
Alla fine del tavolo istituzionale, infatti, il leader del pastori, Felice Floris, annunciando la decisione di ritornare nuovamente in piazza, ha dichiarato:"Saranno gli eventi a decidere il nostro destino". Motivo del mancato accordo, come confermato anche da l'Unione Sarda, è stata l'impossibilità da parte della Regione di stanziare gli aiuti de minimis in favore delle aziende agropastorali della Sardegna che stanno attraversando un devastante periodo di crisi. La richiesta, in particolare, riguarda la consessione di 15.000 euro per ogni azienda a partire dal prossimo 31 dicembre o, al massimo, entro la finanziaria dal 2011. Da Villa Devoto, però, è arrivato un secco no per mancanza di fondi.
Per i pastori, però, è l'ammistrazione che non "vuole trovare soluzione nelle stanze della politica". Floris ha così preparato i rappresentanti del movimento alla prossima, delicatissima assemblea che si terrà a Tramatza venerdì 29 ottobre. Poi, il 3 novembre, pronta un'altra manifestazione a Cagliari. Dal canto suo, Cappellacci, ha voluto assicurare:"Non posso far altro che confermare percorsi concretamente realizzabili senza mentire o imbrogliare nessuno, e il de minimis non è percorribili". Il presidente, infatti, ha precisato che le manovre d'aiuto richieste a gran voce dal Movimento pastori sardi non sono realizzabili "sia per problemi tecnici, sia per la carenza di risorse a copertura dello stato di crisi". In conclusione, dopo aver ribadito la necessità di agire anche sulla parte strutturale della vertenza, il governatore ha rivolto un appello generale, rivolgendosi al "senso di responsabilità di tutti, pastori, industriali e istituzioni, perché si possa fare un passo in avanti. Sarebbe un errore - ha infatti aggiunto - insistere su un percorso non realizzabile e precludere la strada del disegno di legge da approvare in tempi rapidi".
E comunque, a dispetto della rottura per ora totale con il mondo della pastorizia, Cappellaci si prepara ad incontrare domani sia le cooperative che gli industriali caseari.

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di Germano Milite
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