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In un libro aveva denunciato rapporti proibiti con politica

Patron di Esselunga condannato per aver diffamato la Coop


Patron di Esselunga condannato per aver diffamato la Coop
17/09/2011, 14:09

MILANO - Pesante tegola, sulla testa di Bernardo Caprotti, patron della catena di supermercati col marchio Esselunga. Una sentenza del Tribunale di Milano che non è tanto grave per la condanna in sè (risarcimento di 300 mila euro contro i 40 milioni richiesti dalle parti offese) quanto perchè decreta che il contenuto del libro "La falce e il carrello" è non corretto nei contronti delle Coop, una pubblicazione motivata da contrasti commerciali. Insomma, dice il Tribunale, quello che c'è scritto nel libro è falso, non è vero che i supermercati a marchio Coop sono diffusi soprattutto a causa dei rapporti con la politica, sia a livello locale che nazionale. Caprotti l'ha scritto nel libro solo nell'ottica della concorrenza con i supermercati avversari. Sono statio condannati anche l'economista Geminello Alvi, che ne ha curato la prefazione, il giornalista Stefano Filippi che ne è il coautore e la casa editrice Marsilio.
Il libro in questione uscì nel 2007 e, dopo numerosi pasaggi in TV sulle reti Mediaset, è stato distribuito in 500 mila copie attraverso i 132 punti della Esselunga.
Da questo punto di vista, Caprotti ha anche evitato un'altra richiesta delle Coop: l'affissione in tutti i punti vendita, di copia della sentenza. Il Tribunale ha stabilito solo la pubblicazione di alcuni giornali.
Non è la prima condanna che Caprotti prende per quel libro: Oltre a questa per la causa sollevata da Coop Italia, c'è quella a 50 mila euro per la causa sollevate dalla Coop Liguria e dalla Coop Estense. Invece venne assolto per la causa sollevata da Coop Adriatica.

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di Antonio Rispoli
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