Cronaca / Soldi

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Tra i fermati anche esponenti del clan Fabbrocino

Patto camorra-imprese, 60 arresti: 16 giudici in manette

Funzionari del Fisco nei guai, sequestrati 1mld di beni

Patto camorra-imprese, 60 arresti: 16 giudici in manette
19/03/2012, 08:03

Un accordo forgiato sugli affari illeciti. C'erano i milioni del clan Fabbrocino, gli imprenditori che fungevano da lavanderie per il danaro sporco e i colletti bianchi infedeli, pronti a farsi corrompere per la risoluzione di decine e decine di contenziosi tributari. Impiegati del Fisco, ma anche giudici, venivano così contattati da personaggi in odore di camorra utilizzati come prestanome nel business milionario. Un miliardo di beni sotto sequestro, i nomi dei vertici delle major delle aziende alimentari iscritti nel registro degli indagati, operazioni mirate in Campania e Lombardia. Sono solo alcuni dei retroscena che trapelano dal blitz anticamorra che stamattina all'alba ha fatto scattare sessanta misure cautelari personali nei confronti di altrettanti responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso, impiego di denaro, beni o utilita' di provenienza illecita, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, corruzione per un atto d'ufficio, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, corruzione in atti giudiziari, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, falsita' materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione, distruzione e occultamento di atti veri, falsita' ideologica commessa dal privato in atto pubblico nonche' truffa. Un colpo ad un'organizzazione camorristica, quella dei Fabbrocino, che controlla tutti i traffici illeciti nel Nolano, ma non solo. Tra i destinatari delle misure cautelari, infatti, figurano anche 16 giudici tributari, 8 funzionari impiegati presso le Commissioni Tributarie Provinciale e Regionale di Napoli, un membro del Garante del Contribuente della Campania ed un funzionario dell'Agenzia delle Entrate di Napoli, oltre ad alcuni esponenti della famiglia Ragosta, gruppo di imprenditori che controllano, tra l'altro, il biscottificio Lazzaroni, l'Amaretto di Saronno e le Acciaierie Sud. Nei confronti degli arrestati, è stato disposto il sequestro di beni mobili, immobili, quote societarie e conti correnti, operato sull'intero territorio nazionale, per un valore complessivo pari a 1 miliardo di euro. Le indagini eseguite dalle fiamme gialle del nucleo polizia tributaria di Napoli, coordinati dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, hanno fatto emergere un sodalizio criminale composto da: ''esponenti di spicco del clan camorristico Fabbrocino, egemone nell'area nolana e vesuviana; imprenditori operanti nei settori della commercializzazione dei metalli ferrosi, della compravendita immobiliare e della gestione di alberghi; funzionari pubblici in servizio presso uffici giudiziari e tributari della campania''. Nello specifico, sono state eseguite 22 ordinanze di custodia in carcere, 25 ai domiciliari e 13 divieti di dimora nel comune di napoli nei confronti di altrettanti soggetti di cui 28 funzionari pubblici, sottoponendo a sequestro, in tutta Italia, conti correnti, attivita' finanziarie, quote societarie, terreni, fabbricati e autovetture, per un valore complessivo di oltre 1 miliardo di euro. 
Le indagini eseguite dalle Fiamme Gialle del nucleo polizia tributaria di napoli hanno fatto emergere un sodalizio criminale composto da:
• esponenti di spicco del clan camorristico Fabbrocino, egemone nell’area Nolana e Vesuviana;
• imprenditori operanti nei settori della commercializzazione dei metalli ferrosi, della compravendita immobiliare e della gestione di alberghi;
• funzionari pubblici in servizio presso uffici giudiziari e tributari della Campania.

Nello specifico sono state eseguite 22 ordinanze di custodia in carcere, 25 ai domiciliari e 13 divieti di dimora nel comune di Napoli nei confronti di altrettanti soggetti di cui ben 28 funzionari pubblici, sottoponendo a sequestro, in tutta italia, conti correnti, attività finanziarie, quote societarie, terreni, fabbricati ed autovetture, per un valore complessivo di oltre 1 miliardo di euro.

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di Redazione
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