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Patto Casalesi-Corleonesi, ecco le immagini choc -video

Monopolio criminale del mercato dell'ortofrutta

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Patto Casalesi-Corleonesi, ecco le immagini choc -video
07/03/2014, 10:24

E' giunta quasi a conclusione (i tempi sono strettissimi, la sentenza è attesa entro la fine del mese) l'inchiesta sui rapporti d'affari tra il clan dei Casalesi e Cosa nostra siciliana nella gestione dei trasporti di frutta dalla Sicilia alla Campania al Lazio. L'indagine, coordinata dal pm antimafia Cesare Sirignano, ha scoperto un asse, del tutto inedito, tra le famiglie Schiavone e Riina per controllare, in regime di monopolio, non solo i grandi mercati ortofrutticoli del Sud e del Centro Italia (tra cui quello di Fondi, il più importante d'Europa) ma anche il traffico merce su gomma. Il lavoro della Dia e delle forze di polizia giudiziaria ha permesso di stabilire l'evidenza di un patto esistente tra l'ala imprenditoriale dei Casalesi e quella dei Corleonesi guidata da Gaetano Riina, fratello del capo dei capi Totò 'u curtu in combutta con altri vertici della mafia siciliana. L'epicentro di questo asse era rappresentato dalla ditta “La Paganese Trasporti”, con sede a San Marcellino, nel Casertano. Qui, nella sede dell'azienda, poi sottoposta a sequestro, si tenevano riunioni tra i più alti esponenti della criminalità organizzata casertana e qui, hanno accertato le indagini, si sospetta che si svolgesse anche un vero e proprio traffico di armi, come testimoniano queste immagini in esclusiva per Julie riprese dalle telecamere nascoste delle forze dell'ordine. Il 27 gennaio 2012 il processo con rito abbreviato aveva portato a trenta condanne per una parte degli imputati, tra cui il patron della Paganese, Costantino Pagano condannato a 14 anni di reclusione accusato di concorrenza illecita, armi, associazione camorristica e intestazione fittizia di beni. Tra gli imputati condannati c'erano anche i fratelli Antonio e Massimo Antonino Sfraga, ritenuti legati al boss latitante Matteo Messina Denaro. Per quanti, invece, hanno scelto il dibattimento ancora pochi giorni e i giudici leggeranno la sentenza.

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di Redazione
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