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Nella bozza del riordino del Patto della salute si legge

Pediatri assisteranno i bambini sino a sei anni. E’ polemica


Pediatri assisteranno i bambini sino a sei anni. E’ polemica
30/01/2012, 18:01

Nella bozza di riordino del Patto della salute c’è anche una proposta che farà discutere sicuramente. La bozza di riordino delle cure primarie in vista del prossimo Patto per la Salute avanzata in sede tecnica, infatti prevede il ridimensionamento dell’assistenza pediatrica di base al solo periodo 0-6 anni e non più come accade oggi sino all’adolescenza.
Scelta che lascia non pochi dubbi per l’attuazione ma anche per il tipo di assistenza che il bambino potrebbe avere.
Dal canto loro gli esperti che si sono espressi su questa proposta hanno evidenziato non poche falle in questo provvedimento. A margine della presentazione  del ‘Libro Bianco 2011, che ha offerto una panoramica di un Italia invecchiata e con poche nascite, il direttore della Terapia intensiva neonatale del Policlinico A. Gemelli di Roma Costantino Romagnoli ha dichiarato  “sarebbe un passo indietro paradossale che potrebbe risolvere problemi economici, ma non quelli dei bambini e degli adolescenti. Le discipline pediatriche in tutto il mondo coprono anche l’età adolescenziale. Delegare ai medici di medicina generale le problematiche affidate da sempre ai pediatri può essere un rischio”. 
E proprio sui dati che emergono dal Libro bianco si poggiano le critiche alla bozza di Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di igiene della facoltà di medicina e chirurgia dell’università Cattolica di Roma. “I dati che emergono  in un quadro tipicamente italiano, dimostrano anche un’eccessiva ospedalizzazione specialmente al Sud. Nel meridione si raggiungono infatti tassi doppi rispetto ad alcuni Paesi europei come la Gran Bretagna”.
A prescindere le valutazioni tecniche degli esperti, andrebbe valutato anche un aspetto più pratico e di carattere organizzativo, ovvero il numero dei medici di base nel caso in cui la proposta passi aumenterà? Ogni medico di base attualmente copre un numero di pazienti molto vasto che non sempre gli permette di adempiere le visite. Ora se la proposta si basa principalmente su un fattore di economia va da sé che la risposta è no.
Ma i redattori della bozza dovrebbero tenere conto che in vista di un aumento di pazienti, e va sottolineato che per i ragazzi va considerata anche l’apprensione di un genitore, la disponibilità del medico dovrebbe essere maggiore. La domanda è: “Come fa un medico di base con tanti pazienti a seguire le problematiche di un bambino? Si renderà disponibile come il pediatra? Risponderà alle richieste anche fuori gli orari di studio? 
L’economia è giusto farla e serve davvero ma siamo proprio sicuri che era proprio un settore così delicato da toccare per risollevare le casse dello Stato?

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di Simona Buonaura
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