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Pedofilia, allarme Meter: no all'emendamento Centaro


Pedofilia, allarme Meter: no all'emendamento Centaro
04/02/2011, 12:02

Avola, 4 febbraio 2011 - “Stiamo attenti, non si approvi l’emendamento Centaro solo per salvaguardare alcuni interessi. La lotta alla pedofilia, alla pedopornografia e alla prostituzione minorile con delega alle Procure distrettuali non si deve toccare! Così come indicato dalla Convenzione di Lanzarote e così come è sempre stata in Italia.”

Don Fortunato Di Noto, presidente dell’Associazione Meter onlus (www.associazionemeter.org) principale associazione in Italia e all’estero nella lotta alla pedofilia e allo sfruttamento sessuale dei minori, è molto preoccupato.

Meter aveva lanciato un allarme, il 18 novembre scorso, dopo che la Commissione al Senato aveva approvato un emendamento (Centaro) in merito all’intenzione di togliere alle Procure Distrettuali la competenza e il compito di coordinare la lotta alla pedofilia. Una vibrante protesta che sottolineava la poco illuminante proposta e che sottraeva la competenza in questione alle Procure Distrettuali frammentando la lotta globale alla pedofilia e alla pedopornografia online e alla prostituzione minorile. Le Commissioni riunite, dopo l’appello di Meter e le osservazioni del dottor Domenico Vulpiani, Coordinatore per la sicurezza informatica e la protezione delle infrastrutture critiche del Ministero dell'interno, avevano stabilito di ritornare al testo originario, attribuendo quindi tale competenza nuovamente alle procure distrettuali.

Don Di Noto ribadisce: non riusciamo a comprendere questa insistenza del Senatore Centaro. Una vicenda che a Meter, e a chi lotta per la tutela dei minori (pedofilia, pedopornografia, prostituzione minorile) non va proprio bene”.

Don Fortunato Di Noto, presidente dell’Associazione Meter : (www.associazionemeter.org), preoccupato per questa ingiustificata proposta continua con rammarico, appellandosi al buon senso giuridico e alla sensibilità dei parlamentari:

“La soddisfazione per essere ritornati al testo originario, attribuendo così la competenza alle Procure Distrettuali la lotta alla pedofili, alla pedopornografia e alla prostituzione minorile, si vede ancora minacciata. E i quotidiani di oggi e le agenzie (Corriere della Sera) riportano considerazioni che riteniamo insufficienti per la comprensione di una discussione accesissima e una lotta civile. . Una lotta ormai globale, che non può essere inficiata di interessi né privati e né di settore. La lotta a questi reati e crimini contro i minori non può assolutamente essere frammentata e suddivisa in rivoli di indagine nelle piccole Procure. I gruppi di lavoro tecnico e il pool di magistrati specializzati in materia e la collaborazione dei cittadini e delle associazioni come la Meter (ed altre) possono così essere in grado di contrastare un fenomeno che è di una gravità enorme.”

“Ci sembra utile riportare, in calce, - conclude don Fortunato Di Noto – il testo della discussione delle Commissioni del 12 gennaio scorso, e auspichiamo che per la prossima votazione si attengano al testo che aveva “cancellato l’emendamento Centaro”.

Infatti, giorno 12 gennaio le Commissioni riunite hanno cancellato “l’emendamento Centaro” con questa motivazione:

“… Le Commissioni riunite, accogliendo le osservazioni che il dottor Domenico Vulpiani, Coordinatore per la sicurezza informatica e la protezione delle infrastrutture critiche del Ministero dell'interno, ha svolto in audizione, hanno riportato la lettera a), diretta a modificare l'articolo 51, comma 3-quinquies, del codice di procedura penale, al testo approvato dalla Camera in prima lettura. Tale testo attribuiva alle procure distrettuali la competenza per i delitti relativi agli abusi sessuali sui minori sottraendola alle procure circondariali. Tale modifica era diretta a facilitare il coordinamento delle indagini e la formazione di gruppi di lavoro specializzati in materia di reati informatici ed in particolare dei delitti inerenti alla pornografia minorile commessa tramite Internet. In sostanza, con questa scelta si aderiva non solamente a una precisa direttiva europea ma specialmente alla duplice esigenza di facilitare il coordinamento delle indagini e formare gruppi di lavoro specializzati in materia (pool di magistrati all'interno delle procure distrettuali). Inoltre, avendo tali reati una forte connotazione transnazionale, la competenza delle procure distrettuali avrebbe facilitato il rapporto con Eurojust.

Le procure distrettuali hanno così il compito di coordinare le indagini e formare gruppi di lavoro specializzati. Non si può non tener conto che l'innovazione tecnologica ha significativamente mutato alcune forme di criminalità, da cui è scaturita a livello internazionale l'esigenza di contrastare tale fenomeno in una duplice direzione, uniformando le condotte ritenute illecite, in quanto lesive di interessi condivisi, e creando una complessa rete di cooperazione giudiziaria con mezzi di intervento nuovi rispetto a quelli tradizionali.

Il Senato ha deciso di sottrarre alle procure distrettuali (ovvero alla procura presso il tribunale del capoluogo del distretto di corte d'appello nel cui ambito ha sede il giudice competente) la competenza per i delitti relativi agli abusi sessuali sui minori; per tali delitti la competenza torna dunque alle procure circondariali. Per le ragioni sopra esposte, relative all'opportunità di attribuire tale competenza alle procure distr ettuali, le Commissioni riunite hanno stabilito di ritornare al testo originario, attribuendo quindi tale competenza nuovamente alle procure distrettuali.”.

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di redazione
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