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La prescrizione per certi reati si allarga dai 10 ai 20 anni

Pedofilia: giro di vite del Vaticano


Pedofilia: giro di vite del Vaticano
15/07/2010, 21:07

Il Vaticano ha appena ufficializzato il giro di vite intorno ai reati di pedofilia e violenza sessuale. Per tali crimini, infatti, la prescrizione passa dai 10 ai 20 anni.
Nessuna modifica, invece, sulla cooperazione tra la giustizia ecclesiastica e quella civile. Nonostante il Papa stesso abbia affermato, nei mesi scorsi, che "il perdono non sostituisce la giustizia", il documento vaticano non modifica la normativa in vigore, che non prescrive - né vieta - la denuncia di un pedofilo alle autorità civili. Rimane il "segreto pontificio" per i processi ecclesiastici. Il Papa "non ha fatto un passo indietro", ha ribattuto in conferenza stampa monsignor Charles J. Scicluna, il promotore di giustizia della Congregazione per la dottrina della fede (il 'procuratore generale' della Santa Sede). "L'indicazione di obbedire alle leggi dello Stato viene già da San Paolo, non c'è bisogno di richiamare tutti i principi del buon vivere in un testo tecnico come questo". Protestano, però, le associazioni di vittime dei preti pedofili. "E' deludente e improvvido", commenta la presidente dello Snap (Survivors Network of those Abused by Priests), Barbara Dorris. Ribadendo l'appello allo 'spretamento' di tutti i preti pedofili, l'esponente di questo gruppo americano afferma in una nota: "Le norme sono come attaccare un elefante con una cerbotttana quando l'elefante è già fuori tiro". A spiegare il senso generale del documento presentato oggi ha pensato padre Federico Lombardi: "La vasta risonanza pubblica avuta negli anni recenti da quest'ultimo tipo di delitti ha attirato grande attenzione e sviluppato un intenso dibattito sulle norme e procedure applicate dalla Chiesa per il giudizio e la punizione di essi", ha detto il portavoce vaticano. Oltre alla pedofilia, però, Benedetto XVI ha rafforzato la Congregazione per la dottrina della fede, modificando gli equilibri di potere nella Curia romana. Il dicastero vaticano erede della antica Santa Inquisizione, e guidato da Ratzinger per oltre un ventennio prima di diventare Papa, diviene tribunale d'appello nei casi di eresia, apostasia, scisma, ordinazione sacerdotale femminile e registrazione e diffusione 'maliziosa' delle confessioni. La congregazione, guidata dal cardinale americano William Levada, potrà inoltre condurre delle indagini preliminari su cardinali e vescovi che si macchiano di tutti i delitti gravi contro la fede, i costumi e i sacramenti. Era stato lo stesso Papa Ratzinger, del resto, a indicare, nelle scorse settimane, un legame tra pedofilia ed eresia come preoccupazioni per la tenuta della fede nella nostra epoca. "Anche la Chiesa - ha detto Benedetto XVI nella messa che ha concluso l'anno sacerdotale in piazza San Pietro - deve usare il bastone del pastore, il bastone col quale protegge la fede contro i falsificatori, contro gli orientamenti che sono, in realtà, disorientamenti. Proprio l'uso del bastone può essere un servizio di amore. Oggi - ha aggiunto - vediamo che non si tratta di amore, quando si tollerano comportamenti indegni della vita sacerdotale. Come pure non si tratta di amore se si lascia proliferare l'eresia, il travisamento e il disfacimento della fede, come se noi autonomamente inventassimo la fede".

Fote: Virgilio.it

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di Redazione
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