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"Si riapra il dibattito sul celibato dei prelati"

Pedofilia: Hansk Küng si scaglia contro il Papa


Pedofilia: Hansk Küng si scaglia contro il Papa
17/03/2010, 20:03

NAPOLI - Il teologo svizzero Hansk Küng attacca duramante il Vaticano riguardo il modo in cui la Santa Sede ha gestito (e probabilmente ancora gestisce) i numerosi casi di pedofilia che colpiscono i suoi rappresentanti. La critica è pubblicata sulla rivista Sueddeutsche Zeitung e mostra in tutta la sua chiarezza il lato progressista del teologo; famoso anche per le aspre critiche rivolte non solo all'attuale Pontefice ma anche a Giovanni Paolo II.
"Cinque anni di pontificato senza mai modificare queste pratiche funeste. La decenza esigerebbe che il principale responsabile della dissimulazione da decenni (di queste vicende), vale a dire Joseph Ratzinger, facesse un "mea culpa"; l'incipit dell'articolo firmato da Küng ed intitolato in maniera molto eloquente "La responsabilita' di Ratzinger" non lascia spazio ad ambiguità di giudizio. "Nessun'altra persona nella Chiesa ha visto passare sulla sua scrivania tanti casi di abusi", continua poi lo studioso ricordando i 24 anni passati da Benedetto XVI alla guida della Congregazione per la dottrina della fede (l'ex Sant'Uffizio). Anni cruciali durante i quali, nel più assoluto segreto, il futuro Papa ha trattato in pratica tutti i casi più gravi di abusi su minori che hanno coinvolto la Chiesa nel mondo.
Ma il teologo non si dimentica nemmeno dell'arcivescovo Robert Zollitsch, presidente dell'episcopato tedesco che era al corrente della mole ingobile di abusi perpretati all'interno delle scuole cattoliche di Germania.
Significativa la parte del testo che riportiamo di seguito:"I Vescovi, invecedi chiedere perdono alle vittime, non dovrebbero riconoscere di essere dei complici? (...) La protezione dei loro sacerdoti sembra aver contato di piu', per i Vescovi, che la protezione dei bambini"
Küng, Professore emerito di teologia ecumenica all'Universita' di Tubinga sollevato dall'incarico dal Vaticano a causa di una disputa teologica sull'infallibilità papale, rivolge poi un ultimo ed importante monito alle gerarchie ecclesistiche ricollegato al celibato imposto agli uomini di chiesa. L'intellettuale svizzero, infatti, cita nel finale del suo articolo le opinioni e gli studi "di psicoterapeuti e psicoanalisti che individuano una relazione evidentissima" tra l'obbligo del celibato e l'orrore della pedofilia.

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di Germano Milite
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