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Lo rivela nota della curia dopo l'anticipazione di Panorama

Pedofilia, "Sull'Arcivescovo non emersi fatti rilevanti"


Pedofilia, 'Sull'Arcivescovo non emersi fatti rilevanti'
04/04/2012, 21:04

FIRENZE - Da quando l'arcivescovo Giuseppe Betori ha preso possesso della diocesi, «in tutti i casi in cui gli sono giunte notizie di possibili abusi in materia sessuale nei confronti di minori da parte di ecclesiastici, l'arcivescovo di Firenze ha proceduto, come prescritto, a un'accurata ponderazione circa la verosimiglianza di tali notizie». È quanto si legge in una nota della diocesi fiorentina dopo le anticipazioni di Panorama su un presunto caso di pedofilia di cui sarebbe accusato un prete fiorentino. Nel caso che riguarderebbe don Daniele Rialti, secondo quanto spiega la curia «all'arcivescovo non sono emersi specifici fatti ascrivibili ad abusi in materia sessuale nei confronti di minori». Nella nota si spiega che l'arcivescovo, «di fronte a notizie consistenti in giudizi generici raccolti per sentito dire, ha cercato verifica dell'esistenza di fatti specifici rispondenti a tali voci». «L'azione per giungere al giudizio di verosimiglianza è stata sempre condotta ascoltando più persone che potevano essere informate su eventuali fatti e sentendo lo stesso accusato» precisa ancora la curia. Nel caso citato dal settimanale proprio questo «non ha permesso l'avvio di un'indagine previa che in sede canonica, è possibile soltanto ogni qualvolta l'Ordinario abbia notizia, almeno probabile di un delitto» conclude la nota citando il Codice canonico, e ricordando che, «in altri casi, peraltro noti alla stampa, non è mancata, d'intesa con la Congregazione per la Dottrina della Fede, l'avvio dell'indagine previa, a cui ha fatto seguito il processo e la sentenza di condanna»

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di Valerio Esca
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