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Peduto: "Bisogna prevenire il rischio sismico"


Peduto: 'Bisogna prevenire il rischio sismico'
27/09/2012, 16:59

“Sono anni che i geologi cercano di sensibilizzare le istituzioni ai diversi livelli in riferimento al rischio sismico ed il terremoto che questa notte ha interessato la fascia di territorio a cavallo delle province di Benevento ed Avellino ha dimostrato ancora una volta, ove mai ce ne fosse bisogno, la necessità di sviluppare una seria e sistematica politica pluriennale di previsione e prevenzione del rischio sismico di cui, purtroppo, in Campania, come nel resto del paese, non c’è traccia”. Lo ha affermato poco fa Francesco Peduto , Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania. “Nella nostra regione ben 4608 edifici scolastici e 259 ospedali sono localizzati in aree potenzialmente ad elevato rischio sismico; tutti i comuni – ha proseguito Peduto -  secondo l’ultimo aggiornamento delle mappe sismiche sono stati classificati, a diverso grado, a rischio sismico e circa il 50% ha subito quantomeno un incremento di classe sismica, oppure è stato classificato sismico mentre prima non lo era.

Ci chiediamo, perciò, se gli interventi di consolidamento realizzati dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980 possano considerarsi ancora efficaci, a distanza di oltre 30 anni e con una classificazione sismica dei comuni più rigorosa. Ci chiediamo che validità possa ancora averela LR.n.9/83, richiamata anche in recenti documenti del Settore Urbanistica regionale in attuazione della LR 16/04: dopo un trentennio dalla sua emanazione mostra oggi la completa discordanza con leggi, norme, indirizzi e procedure in tema di microzonazione sismica, con la rivoluzione normativa avvenuta nel settore  con l’OPCM 3274/03  e il DM 14.1.08, NTC08 “Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni”. E normale, quindi, senza voler fare falsi allarmismi ma, allo stesso tempo, non nascondendo le preoccupazioni che ci pervadono, chiedersi se le scuole dei nostri figli,  gli ospedali, gli edifici pubblici e le nostre case sono sicure”. “Avvertiamo la necessità di rimettere gli studi geologici – ha concluso Francesco Peduto - geomorfologici e di microzonazione sismica al centro della prevenzione ed alla base di qualsiasi seria azione di pianificazione del rischio sismico e di governo del territorio. Il fenomeno di liquefazione delle sabbie che è avvenuto in Emilia e che può verificarsi anche in alcune aree della Campania, evidenzia che non è sufficiente sapere solo l’intensità massima attesa di un terremoto in una determinata area, ma che sono fondamentali gli approfondimenti geologici, perché a seconda dei terreni, della morfologia, della presenza o meno di acqua, della stabilità di un’area, l’effetto dell’onda sismica può essere amplificata o attutita anche di molto e questo è quello che molto spesso fa la differenza e determina quali fabbricati resistono e quali no ad una scossa sismica.

E poi, ancora oggi, in Campania, non possiamo non denunciare l'assenza di provvedimenti legislativi che impongano l'adozione del Fascicolo del fabbricato. Prima mi chiedevo se sono sicure le nostre case, ma senza il fascicolo del fabbricato, non possiamo neanche verificarlo: tale strumento è come il libretto medico, come il libretto pediatrico per un bambino, dove vengono segnati i controlli e i monitoraggi, le malattie e le cure, le ricadute, ecc. Con il rischio sismico dovremmo imparare a convivere, ma ciò potrà avvenire solo ricostruendo una filiera delle competenze e delle responsabilità ed integrando le politiche di previsione e prevenzione con le attività di protezione civile, sia pre-evento, sia connesse agli aspetti emergenziali post-evento e coinvolgendo anche i cittadini. Di quanto ce ne sia bisogno lo dimostra anche un recente sondaggio de L’Espresso: sebbene oggi oltre 7 italiani su 10 si dichiarano preoccupati per gli effetti che potrebbe determinare un eventuale terremoto nella zona in cui vivono (dato influenzato dal recente terremoto dell’Emilia), la maggioranza di loro non conosce la data di costruzione della propria abitazione e del proprio ufficio (57%), né se sono stati costruiti con criteri antisismici (66%)”.

 

 

 

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di Redazione
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