Cronaca / Nera

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La condanna relativa ad un omicidio del 1995

Peppe Setola ricorre all’Ue: “Ergastolo ingiusto”


Peppe Setola ricorre all’Ue: “Ergastolo ingiusto”
30/08/2010, 21:08

NAPOLI – E’ accusato di 18 omicidi ma Giuseppe Setola, alias ‘o Cecato, boss dell’ala stragista dei Casalesi, ha deciso di presentare ricorso all’Unione Europea contro una condanna all’ergastolo da lui considerata ingiusta. Il boss sostiene di aver beccato quella condanna perché vittima di pregiudizi, e di non meritarla. L’episodio si riferisce all’omicidio Genovese Pagliuca, incensurato, avvenuto nel 1995. La condanna al carcere a vita è arrivata, infatti, malgrado sei pentiti abbiano sostenuto che ‘o Cecato non era presente al momento del delitto. Secondo i giudici napoletani, invece, è ininfluente che Setola ci fosse o meno: la condanna è stata inflitta in quanto il boss avrebbe aderito moralmente a quell’omicidio.
Pagliuca, hanno accertato le forze dell’ordine, fu ucciso da sicari del clan Bidognetti. La richiesta di revisione si basa sul fatto che sei pentiti hanno dichiarato che a firmare quella condanna a morte fu Aniello Bidognetti, ma Setola non era presente al momento del delitto. Ed è questo il punto di forza di Setola nell’impugnare la condanna. “Ogni persona, - scrive il boss, - ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente”, e “il ricorrente ritiene che la decisione finale adottata dalla Corte di Cassazione, violi questo dettato dell’articolo sei della convenzione europea dei diritti dell’Uomo”.
I giudici di Strasburgo hanno aperto un fascicolo sul caso.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Bidognetti decise di uccidere Pagliuca per punirlo di aver minacciato di morte il nipote, ma anche perché era entrato nel clan avversario dei Picca. Pagliuca, inoltre, era sentimentalmente legato alla ex compagna del boss Francesco Bidognetti.

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di Nico Falco
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