Cronaca / Giudiziaria

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La difesa dell’ex direttore aveva presentato ricorso

Per la Cassazione “Lavitola deve rimanere in carcere”

E' fondata l'accusa di induzione a mentire ai magistrati

Per la Cassazione “Lavitola deve rimanere in carcere”
27/04/2012, 14:04

ROMA - Valter Lavitola deve rimanere in carcere: a chiederlo è il sostituto procuratore generale della Cassazione, Luigi Riello, che ha sollecitato i giudici della sesta sezione penale a respingere il ricorso presentato dalla difesa dell’ex direttore de “L’Avanti”. Lavitola, infatti, aveva presentato un ricorso contro l’ordinanza di custodia cautelare in carcere che lo riguarda, emessa dal Tribunale del Riesame di Bari lo scorso 21 novembre. Tale provvedimento era stato motivato con l’accusa di “induzione a mentire alle autorità giudiziarie” da parte dello stesso Lavitola. Secondo il procuratore generale della Cassazione, dunque, il reato “di induzione a mentire all’autorità giudiziaria” è fondato e configurabile: ragion per cui l’ex direttore de “L’Avanti” deve rimanere in carcere. Le ragioni dell’avvocato Gaetano Balice, difensore di Lavitola, non hanno dunque convinto i giudici, mentre la decisione del pg Riello conferma quanto ipotizzato dalla Procura di Bari. Lavitola è accusato dalla Procura di Bari di aver indotto l’imprenditore fallito Giampaolo Tarantini, in cambio di almeno 500mila euro, a mentire negli interrogatori del 29 e 31 luglio del 2009 ai pm che indagavano sulle escort portate nelle residenze dell’ex premier Silvio Berlusconi, tra il 2008 ed il 2009.

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di Antonio Formisano
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