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Per l'Inail la vita di Matteo Armellini vale 2mila euro


Per l'Inail la vita di Matteo Armellini vale 2mila euro
25/07/2012, 19:04

Circa 2mila euro, questo è il valore dell’assegno che l’Inail ha concesso alla famiglia del 31enne Matteo Armellini, morto durante la costruzione del palco per il concerto di Laura Pausini a Reggio Calabria lo scorso 5 maggio. A fare chiarezza sull’accaduto è il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello, che ha spiegato che l’assegno è solo un anticipo dell’assegno funerario e non è un risarcimento. Il valore totale però della somma sborsata dall’Inail non potrà cmq essere alta in quanto il ragazzo aveva una retribuzione molto bassa. Armellini infatti lavorava, come molti giovani fanno ancora ora, per contratti a bassissimo stipendio, senza alcuna garanzia ne protezione di sindacati.

La madre della vittima, la signora Paola Armellini ha detto all’Unità “Noi vogliamo la verità, e non una misera offerta" e continua "Vorrei una spiegazione, non tanto per i 1.936,80 euro, ma perché mio figlio è morto sotto un palco e nell'oggetto del pagamento c'è scritto 'risarcimento per infortunio e malattia professionale'. È un problema di rispetto, di dignità, Matteo non aveva ancora cominciato a lavorare, gli è caduta in testa tutta la struttura. Non voglio, non ci sto che la morte di mio figlio venga liquidata così. Faccio affidamento alla giustizia ma sappiamo che un processo così può andare avanti moltissimi anni. Io, da quel 5 marzo, non ho saputo più niente." “L’Inail riconosce un indennità solo a moglie o figli? Matteo non ne aveva e se questa è la legge mi va bene. Ma questi soldi allora cosa sono? Un’offerta? Non pago neanche il trasporto della salma da Reggio a Roma con questi. Se non possono permettersi di pagare il funerale a mio figlio abbiano almeno il coraggio di ammetterlo.”

Ora la madre di Matteo si è messa da sola a indagare sull’accaduto recuperando tutte le carte del lavoro del figlio e vuole capire, capire come si a possibile che una struttura ti cada addosso o come sia possibile che il figlio facesse orari estenuanti senza alcuna garanzia, né la giusta retribuzione.

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di Claudia Annunziata
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