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Percepivano pensioni di parenti morti da anni. 4 Arresti nel salernitano


Percepivano pensioni di parenti morti da anni. 4 Arresti nel salernitano
26/01/2012, 09:01

Nell’ambito di accertamenti in materia di spesa pubblica e previdenziale ed in particolare di pensioni erogate dall’INPDAP, scaturiti a seguito di una mirata attività di analisi di rischio, condotta attraverso l’incrocio dei dati INPDAP con quelli dell’Anagrafe Tributaria, segnalata dagli organi di vertice della Guardia di Finanza, il Comando Provinciale di Salerno ha disposto, su tutto il territorio salernitano, mirati interventi finalizzati all’individuazione di soggetti che, indebitamente, percepivano pensioni di anzianità e di vecchiaia erogate da parte dell’INPDAP, pur risultando i beneficiari ormai deceduti da diverso tempo.
In particolare, le attività info-investigative hanno riguardato numerosi soggetti residenti e domiciliati in alcuni comuni della provincia salernitana, tra cui San Cipriano Picentino, Cava de’ Tirreni, Nocera Inferiore, Battipaglia e Castelnuovo Cilento.
I reparti della Guardia di Finanza territorialmente competenti, dopo una serie di rapidi ed incisivi accertamenti, tra cui anche sopralluoghi ed appostamenti, hanno identificato i soggetti che illecitamente percepivano gli emolumenti dei parenti deceduti ed, al termine delle stesse indagini, hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato di un soggetto ed alla denuncia a piede libero all’Autorità Giudiziaria di Salerno di altre 3 persone.
Nel dettaglio, i finanzieri del Gruppo di Salerno, dopo aver eseguito specifici accertamenti ed accurati servizi di osservazione e pedinamento, hanno sorpreso tale C.V., 51enne di San Cipriano Picentino (SA), mentre ritirava una pensione di vecchiaia, la cui effettiva beneficiaria era deceduta nel 2003. Gli emolumenti pensionistici, ammontanti a circa 1.000 euro mensili, venivano puntualmente riscossi mensilmente dallo stesso, mediante l’esibizione presso lo sportello dell’ufficio postale di San Cipriano Picentino (SA) di una delega nominativa, di cui egli era titolare, sin da quando la donna era in vita. Nel corso dell’immediata perquisizione, oltre alla somma di denaro appena riscossa, veniva acquisita copiosa documentazione riferita agli emolumenti già riscossi comprovanti la reiterazione della condotta illecita sin dall’anno 2008.
Il danno complessivamente accertato ammonta a oltre 40.000 euro ed il C.V. è stato tratto in arresto in flagranza di reato per “truffa aggravata e continuata” ai danni dello Stato (art. 640 bis c.p.) e per “falsità ideologica” (art.483 c.p.) ed è stato poi tradotto presso la Casa Circondariale di Salerno-Fuorni a disposizione dell’A.G..
I militari della Tenenza di Cava de’ Tirreni, invece, hanno individuato una donna di anni 61 ed un uomo di anni 52 (impiegato comunale) che percepivano la pensione rispettivamente della madre e di una zia defunti entrambi nel 2007; il ritiro delle somme avveniva mediante accredito su c/c bancari cui erano cointestatari o delegati per la riscossione. L’indebita riscossione si è protratta in entrambi i casi per oltre 5 anni ed ammonta a circa 100.000 Euro. Sono stati sottoposti a sequestro i conti correnti e deferiti all’A.G. i due responsabili per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato.
Infine, i finanzieri della Brigata di Marina di Casal Velino, dopo una serie di accertamenti anagrafici e bancari, hanno denunciato all’A.G. una donna, S.G. di anni 59, per avere ingiustamente, dal 23 dicembre 2002, riscosso emolumenti della pensione della madre deceduta in Vallo della Lucania (SA) ed accreditata sul conto corrente cointestato e unica persona vivente autorizzata ad operare sul conto. È stato sottoposto a sequestro il conto corrente bancario, recante un saldo attivo di €. 6.456,50. Le somme indebitamente percepite ammontano a circa 112.000 Euro.
Sono già in atto, per tutti gli illeciti riscontrati, le segnalazioni all’INPDAP per il blocco nell’erogazione degli emolumenti e le procedure per la restituzione delle somme indebitamente riscosse che vanno aggiunte alla sanzione che il responsabile dovrà pagare.
Il risultato conseguito testimonia ancora una volta il costante impegno profuso dalla Guardia di Finanza al contrasto nello specifico settore della spesa pubblica, anche al fine di verificare la corretta percezione degli emolumenti statali e previdenziali.

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di Redazione
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