Cronaca / Nera

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Nel mirino i camici bianchi che hanno favorito i boss

Perizie mediche a favore dei Casalesi, indaga la Dda


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Perizie mediche a favore dei Casalesi, indaga la Dda
26/08/2011, 14:08

NAPOLI - Perizie favorevoli ai boss del clan dei Casalesi, i quali risultavano ammalati e in condizioni da rendere la scarcerazione un gioco da ragazzi. Un sospetto fondato su cui indaga la Direzione Distrettuale di Napoli, che dopo aver avviato lo screening sulle cartelle mediche di alcuni componenti della potentissima organizzazione criminale Casertana, ha dato esecuzione ad indagini serrate per risalire agli infedeli in camici bianchi che avrebbero favorito i capi della cosca. Tra i nomi su cui sono incentrate le indagini dell’antimafia partenopea c’è anche quello di Nicola Zagaria, 84 anni, padre di Michele, primula rossa del clan dei Casalesi. Dalla scorsa primavera il capostipite della famiglia è sottoposto all’obbligo di dimora proprio grazie ad una perizia che ha fatto sì che venisse revocata la misura cautelare in carcere. È solo uno dei casi eclatanti su cui gli investigatori hanno posto la lente d’ingrandimento: ci sarebbero anche altri esponenti del clan che risultano malati e che richiamano le attenzioni degli inquirenti. Dopo tutto le diagnosi favorevoli non sono una novità, per i componenti dell’organizzazione dei Casalesi: resta emblematico il caso del killer Giuseppe, appartenente all’ala stragista dei Bidognetti, dichiarato cieco da una perizia medica. ‘O cecato però ci vedeva benissimo, tanto da essere uno dei migliori sicari della cosca casertana.

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di Davide Gambardella
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