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Pesca: tonno, Federcoopesca contraria a inserimento in Cites


Pesca: tonno, Federcoopesca contraria a inserimento in Cites
17/02/2010, 16:02


ROMA - “Netta contrarietà all’inserimento del tonno rosso tra le specie minacciate di estinzione”. Sintetizza così il presidente della Federcoopesca-Confcooperative, Massimo Coccia, il pensiero dei tonnieri italiani in vista della conferenza pubblica sul tonno, con operatori ed esperti, prevista per il 25 febbraio a Marsiglia e della riunione della Conferenza delle parti della Cites -in programma dal 13 al 25 marzo in Qatar- che dovrebbe esprimersi sulla proposta del Principato di Monaco di inserire il tonno nell’Allegato I della Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione (Cites). La motivazioni alla base di questo disaccordo degli operatori sta nel fatto che - sottolinea l’associazione, a cui aderiscono la maggior parte dei tonnieri italiani che pescano con il sistema a circuizione- “Il tonno non è un esemplare a rischio di estinzione e i dati che vengono diffusi per affermare ciò sono incompleti e soprattutto non aggiornati. Sul tonno c’è molta disinformazione, demagogia e tanta speculazione commerciale”. Per la Federcoopesca, infatti, “Inserire il tonno nell’allegato I della convezione non vuol dire proteggerlo, ma farlo diventare una riserva indiana da cui sarà difficile tornare indietro. Non può essere questo una strada per difendere gli stock e salvaguardare il comparto, che opera con sistemi diversi di pesca, dall’artigianale all’industriale, tutti tipici della tradizione italiana e in linea con quanto previsto dalle normative nazionali e comunitarie”. Da qui le perplessità dell’associazione in merito alle dichiarazione del Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo sul tonno come “Esemplare messo a rischio da una pesca intensiva, estranee alle tradizioni della nostra marineria”. “Ci piacerebbe – afferma Coccia- capire quali dati sono in possesso del Ministro”. Apprezzamento, invece, per le affermazione dell’onorevole Elisabetta Gardini che “ha centrato il cuore del problema”. Per quanto riguarda la moratoria della pesca del tonno con il sistema a circuizione, decisa dall’Italia per il 2010, la Federcoopesca dichiara di essere favorevole, ma a patto che vengano individuate adeguate misure di sostegno economico, per le 49 imbarcazioni interessate dallo stop forzato e i settecento operatori diretti e milleduecento nell’indotto. “Del resto – conclude Coccia- avevamo caldeggiato, visto il trend di costante riduzione delle quote di cattura, l’idea della moratoria già nel 2009, ma l’Iccat e l’Unione europea hanno sempre accantonato questa ipotesi. Ora che anche il Parlamento europeo sollecita la salvaguardia della pesca tradizionale e una compensazione finanziaria per il settore, è importante prevedere un sistema di incentivi strutturali, per non far implodere il comparto”.

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di Redazione
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