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Pesca: Tonno; gli armatori della circuizione scrivono al ministro Catania per tutelare attività


Pesca: Tonno; gli armatori della circuizione scrivono al ministro Catania per tutelare attività
02/03/2012, 13:03

Gli armatori della pesca al tonno rosso con il sistema a circuizione scrivono al ministro Mario Catania per tutelare la loro attività già messa a repentaglio da tre bandi demolizioni che hanno ridotto la flotta negli anni da cento imbarcazioni alle attuali ventinove, con la perdita di 1300 posti di lavoro.

“Dopo tutti i sacrifici affrontati – si legge nella lettera degli armatori- è necessario garantire un quadro certo e stabile sull’assetto del comparto nel medio e lungo periodo, anche in vista degli ingenti investimenti richiesti per questa attività”. Gli armatori sono preoccupati per un possibile profondo cambiamento del decreto relativo alle modalità della campagna di pesca 2012.

Il ritiro dell’emendamento- al ddl di conversione in legge del dl 2/2012 (Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale)-legato ad un attribuzione rigida tra sistemi di pesca della quota assegnata all’Italia dell’Iccat “ha solo in parte attenuato le forti preoccupazioni. L’emendamento, infatti, è stato trasformato in un ordine del giorno che impegna il governo a recepirne i contenuti” spiegano gli armatori.

Gli imprenditori della circuizione ritengo che se dovesse passare questo principio “si favorirebbero quei segmenti di pesca che lo scorso anno hanno sforato la quota a loro assegnata, innescando un ulteriore braccio di ferro con l’Unione europea. Questo, senza incrementare il numero delle imprese e dei lavoratori autorizzati alla cattura del tonno ma premiando coloro i quali già risultano autorizzati e che potrebbero vedersi riassegnate a titolo gratuito le quote vendute in passato proprio alla circuizione”.

Gli armatori chiedono, inoltre, per ottimizzare al meglio i controlli, che venga assegnata anche al sistema con i palangari una quota individuali di pesca, come avviene nella circuizione. Questo ridurrebbe il rischio di chiusure anticipate della campagna di pesca per il superamento della quota complessiva assegnata all’Italia. “Non bisogna dimenticare, infatti, che le barche che utilizzano la rete a circuizione saranno le ultime ad andare in mare e potrebbero di nuovo, come lo scorso anno, dover subire le conseguenze dell'eccesso di pesca degli altri mestieri. Quindi, o lottiamo per aumentare la quota complessiva assegnata al nostro paese o avviamo le procedure per un nuovo bando di demolizioni, questa volta per le barche che fanno uso del palangaro. Alternative non ci sono, a meno che non si voglia vivere questa stagione di pesca all'insegna di una forte, inevitabile quanto inopportuna conflittualità” concludono gli armatori.

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di Redazione
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