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Martedì la votazione nello stabilimento, è ancora polemica

Piano Fiat, verso un "sì" di rabbia al referendum


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Piano Fiat, verso un 'sì' di rabbia al referendum
17/06/2010, 11:06

POMIGLIANO D'ARCO - Si prospetta un “sì” di rabbia al referendum di martedì prossimo sul tanto discusso documento Marchionne. La lacerazione intestina alle maestranze Fiat di Pomigliano, accentuata dal muro eretto da Slai Cobas e Fiom, potrebbe dissolversi nel giorno della votazione, quando tutti i metalmeccanici saranno costretti a turarsi il naso e ad accettare la manovra avanzata dal Lingotto, pur di non vedere svanire la manovra che potrebbe salvare circa cinquemila posti di lavoro. Il piano Fiat, firmato da Fim-Cisl, Uilm, Ugl e Fismic, secondo Fiom è un “ricatto” nei confronti dei lavoratori. La casa automobilistica di Torino intanto resta ferma sulle proprie posizioni: il documento per sbloccare i circa 700 milioni di euro di investimenti per portare la produzione della futura Panda dalla Polonia in Italia non si tocca. Una posizione che ha immediatamente innescato un tourbillon di polemiche all’interno della stessa fabbrica, da giorni presidiata dai metalmeccanici di Cgil e Cobas. I punti che non piacciono a Fiom vanno dalla riorganizzazione sugli orari di lavoro, con 18 turni settimanali, e l'utilizzo degli impianti di produzione che avverrà per 24 ore al giorno e 6 giorni a settimana, compreso il sabato, alle 120 ore annue di straordinario 'comandate' dall'azienda (80 ore in più obbligatorie, dalle 40 attuali, che arrivano quindi a 15 sabati dai 5 di oggi). Poi c’è la questione legata alla riduzione delle pause a 30 minuti rispetto agli attuali 40 per monetizzare i dieci minuti in una nuova voce retributiva di 31 euro lordi al mese. Ed infine l’introduzione di una clausola sull'assenteismo 'anomalo'. Ossia, in caso di picchi di assenze per malattia collegati a scioperi, manifestazioni esterne, "messa in liberta"' per cause di forza maggiore o mancanza di fornitura, l'azienda si riserva di non retribuire i primi tre giorni.

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di Davide Gambardella
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