Cronaca / Sangue

Commenta Stampa

L’esame delle ferite stabilirà se è suicidio o omicidio

Pianura, carrozziere trovato morto in una pozza di sangue


Pianura, carrozziere trovato morto in una pozza di sangue
15/03/2010, 23:03

NAPOLI – Salvatore Vivenzio, 59 anni, faceva il carrozziere. Incensurato, da qualche tempo era rimasto senza lavoro. Poco prima delle 20.00 di questa sera, sua moglie ha trovato il suo corpo ormai senza vita in una pozza di sangue, all’interno dell’appartamento in cui vivevano, in via Evangelista Torricelli, nel quartiere napoletano di Pianura. Era stato accoltellato. La serratura di casa non presentava segni di forzatura, e dall’abitazione sembra che non mancasse nulla; circostanze che farebbero escludere l’omicidio a scopo di rapina.
Sul posto, dopo la scoperta del cadavere, sono intervenuti gli agenti del commissariato San Paolo, affiancati dai colleghi di Pianura e della Squadra Mobile. Per fare chiarezza sull’episodio, sarà necessario attendere gli esiti dell’autopsia. Non è infatti ancora chiaro se si è trattato di un omicidio o di un suicidio.
Un primo esame del corpo dell’uomo ha fatto escludere il suicidio, in quanto sembrava che i fendenti fossero stati scagliati alla schiena. L’arma del delitto potrebbe essere, con tutta probabilità, proprio il coltello trovato accanto al cadavere, preso dalla cucina della vittima.
Un successivo esame sembra però smentire le ipotesi inizialmente formulate: sembra infatti che i fendenti abbiano raggiunto l’uomo al torace, e che quindi sia verosimile che sia stato lo stesso Vivenzio ad accoltellarsi. Ad avvalorare la tesi del suicidio, la circostanza che l’uomo aveva una corda stretta intorno al collo. Il cinquantanovenne potrebbe quindi aver provato a strangolarsi, colpendosi poi violentemente al petto fino ad uccidersi.
Malgrado la scoperta delle ferite al petto e della corda, però, gli inquirenti restano sospettosi. La dinamica di quello che potrebbe sembrare un suicidio resta anomala, troppo particolare perché non permangano insistenti dubbi. Si ipotizza, quindi, che si tratti di una messinscena. Qualcuno potrebbe aver ucciso il carrozziere, cercando poi di mascherare il delitto come suicidio. Questa pista spiegherebbe, inoltre, le grida che alcuni vicini hanno giurato di aver sentito provenire dalla casa dell’uomo poco prima della scoperta del cadavere, e che potrebbero essere riconducibili ad una lite tra il cinquantanovenne ed un’altra persona.
Salvatore Vivenzio viveva in una zona di case popolari, era assegnatario di un alloggio situato nelle strutture inaugurate appena un anno fa, nel maggio scorso. La coppia non aveva figli.

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©