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Confermata la sentenza del 16 novembre 2010

Piazza della Loggia, tutti gli indagati assolti in appello


Piazza della Loggia, tutti gli indagati assolti in appello
14/04/2012, 13:04

BRESCIA – La Strage di piazza della Loggia (nella foto la lapide commemorativa) è stato un attentato terroristico compiuto il 28 maggio 1974 a Brescia. I famigliari delle vittime attendevano dal 14 febbraio 2012, data dell’inizio del quarto processo d’appello per la strage di piazza della Loggia, la sentenza, pronunciata oggi dai giudici della Corte d’assise d’appello. Nuovamente assolti:   Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte e il generale dei carabinieri Francesco Delfino nel IV processo per la strage. In primo grado, il 16 novembre 2010, i 4 erano stati assolti con formula dubitativa.
LA STORIA - Era la mattina di quel triste  28 maggio del 1974 quando una bomba esplose nella centralissima piazza bresciana, cuore civico e politico della Leonessa, mentre era in corso una manifestazione sindacale. L’ordigno ferì mortalmente otto persone e lasciò sul selciato oltre cento feriti. Una strage che, ad oggi, è ufficialmente senza autori.
GLI IMPUTATI - Francesco Delfino, all’epoca comandante del Nucleo investigativo dei carabinieri di Brescia; Gli  appartenenti a Ordine Nuovo Carlo Maria Maggi e Delfo Zorzi;  Maurizio Tramonte, ex informatore dei servizi segreti.
I SERVIZI SEGRETI -  Nel corso dei vari procedimenti giudiziari relativi alla strage si è costantemente fatta largo l'ipotesi del coinvolgimento di rami dei servizi segreti e di apparati dello Stato nella vicenda.  Una ricostruzione siffatta appare sostenuta da una lunga serie di inquietanti circostanze: su tutte, basti pensare in primo luogo all'ordine - proveniente da ambienti istituzionali rimasti finora oscuri - impartito meno di due ore dopo la strage affinché una squadra di pompieri ripulisse con le autopompe il luogo dell'esplosione, spazzando via indizi, reperti e tracce di esplosivo prima che alcun magistrato o perito potesse effettuare alcun sopralluogo o rilievo; secondariamente, la misteriosa scomparsa dell'insieme di reperti prelevati in ospedale dai corpi dei feriti e dei cadaveri, anch'essi di fondamentale importanza ai fini dell'indagine; infine, va segnalata la recente perizia antropologica ordinata dalla Procura di Brescia su una fotografia di quel giorno che comproverebbe la presenza sul luogo della strage di Maurizio Tramonte, militante di Ordine Nuovo e collaboratore del SID.

AGGIORNAMENTO ORE 13:43 - Le “sentenze si possono non condividere, ma si accettano” anche se l'assoluzione degli imputati per la strage di piazza della Loggia è dovuta anche a «tutta una serie di silenzi e reticenze anche da parte di chi sapeva”. Il presidente presidente dell'Associazione Caduti di Piazza della Loggia, Manlio Milani, commenta così all'Adnkronos la sentenza sulla strage di Piazza della Loggia (che nel 1974 causò 8 morti e oltre 100 feriti) della Corte d'appello di Brescia.
“Purtroppo il vero danno a questo processo è stato fatto all'inizio in modo particolare con il lavaggio della piazza, che ha impedito di ricostruire l'esplosivo usato e il detonatore utilizzato - osserva Milani -. A ciò si accompagna tutta una serie di altri silenzi e di reticenze anche da parte di chi sapeva ciò che era accaduto”.   “Ancora una volta ci troviamo di fronte a un fatto che dopo 38 anni non ha ancora giustizia. Al di lá di quello che può significare personalmente - prosegue - dimostra che questa democrazia è in balìa degli eventi, la mancanza di trasparenza nelle istituzioni e la mancanza di volontá di parlare al Paese”.

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di Rosario Scavetta
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