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Il parere del virologo Giulio Tarro

Picco tumori nelle aree della “Terra dei Fuochi”


Picco tumori nelle aree della “Terra dei Fuochi”
19/03/2011, 15:03

La “Terra dei Fuochi”, oggi, è la zona circoscritta tra le province di Napoli e Caserta dove nei comuni dell’hinterland come Qualiano, Villaricca, Giugliano e tanti altri siti territoriali si sversano illegalmente rifiuti, spesso tossici; il più delle volte il fenomeno è alimentato da organizzazione camorristiche.
In molti casi - i cumuli di rifiuti - illegalmente riversati nelle campagne, o ai margini delle strade, vengono incendiati dando luogo a roghi i cui fumi diffondono sostanze tossiche, tra cui diossina, che si propagano nell'atmosfera e nelle terre circostanti. Ma il fenomeno è in crescita, e lentamente si estende in altre aree della provincia partenopea.
Ed a proposito della cosidetta “terra dei fuochi”, lo “choc” arriva da uno studio italo – americano che proverebbe un aumento di tumori, leucemie ed altre gravi patologie con picchi del 20%, in queste aree.
L’indagine realizzata dalla Sbarro Health Research Organization (Istituto di Philadelphia diretto dall’oncologo napoletano Antonio Giordano) in collaborazione con l’Università di Siena , il Crom di Mercogliano e l’ospedale di Pagani verrà resa nota ufficialmente nelle prossime settimane.
In attesa della diffusioni dei dati ufficiali della ricerca, che alzerà sicuramente un grosso “polverone” - soprattutto nell’ambito della comunità scientifica locale - abbiamo chiesto il parere del professore Giulio Tarro (nella foto), già Direttore del Dipartimento dei Servizi Diagnostici e Primario di virologia dell’azienda ospedaliera “D. Cotugno” di Napoli, che curerà un libro bianco sullo stato di salute e ambiente in Campania.
Sulle percentuali , il professore Giulio Tarro è cauto, ma solo perché: “manca un registro unico dei tumori, si va sempre a naso!”. Secondo Tarro, esperto di virologia a livello internazionale (allievo del Nobel della medicina Albert Sabin), non esiste una unica “mappa” che registra il propagarsi di patologie tumorali, ci sono registri interni ad alcune Asl della regione, ma che rimangono circoscritti ad un determinato territorio o magari non aggiornati come si dovrebbe.
Certo il fenomeno secondo il professore Giulio Tarro è “sottostimato” , oltre l’emergenza rifiuti che oramai da oltre quindici anni flagella il territorio della provincia di Napoli, anche altri fattori minacciano la salute dei cittadini: studi recenti hanno dimostrato l’aumento del tasso di mortalità a causa di malattie cardiovascolari. Relativamente ai tumori, in particolare nel territorio dell’Asl Napoli 1, eccessi si sono registrati rispetto ai dati nazionali per quanto riguarda il cancro al fegato e al polmone, ma anche tumori come quello alla mammella, all’utero e al colon -retto risultano in aumento.

(Nella Fotogallery la "Terra dei Fuochi" vista da Angelo Ferrillo

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di Rosario Scavetta
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