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Il 9 febbraio il fratello Salvatore morirà in Belgio

Pietro Crisafulli: da difensore della vita all'eutanasia


Pietro Crisafulli: da difensore della vita all'eutanasia
28/01/2010, 20:01

Nel 2003 il signor Salvatore Crisafulli stava tornando a casa in automobile, quando rimase coinvolto in un gravissimo incidente stradale. Fu estratto dalle lamiere contorte con gravissime ferite, compreso un trauma cranico. Questo lo mandò in coma; un coma dal quale per fortuna alla fine è uscito, sia pure dopo altri due anni. Ma il trauma cranico è stato notevolissimo ed aumentato dal coma; il risultato è che oggi Salvatore Crisafulli è un "locked in", come si dice. Cioè una persona "bloccata all'interno", nel senso che è quasi completamente paralizzato e si esprime solo attraverso uno di quei computer, collegati ad un sintetizzatore vocale, che vengono azionati con gli occhi. Ed è dal 2005 che le cose vanno avanti così.
Da allora il fratello Pietro si è eretto a difensore della vita, presentandosi alla stampa e alla TV con questa veste. Sostenendo che il fratello, durante il coma, era perfettamente consapevole di ciò che gli accadeva. Durante la vicenda di Eluana Englaro si è presentato un po' come alter ego di Beppino Englaro, sostenendo che il signor Englaro sapeva che la figlia era recettiva rispetto all'ambiente, ma che lui si era stancato della figlia e per questo aveva deciso di chiedere di staccare la spina (tutte cose smentite ovviamente dal padre di Eluana).
Oggi improvvisamente il signor Crisafulli però cambia idea. Ha dichiarato in una intervista che il governo - e in particolare il Primo Ministro Berlusconi - le Asl e la Regione Sicilia, e in particolare il Presidente Lombardo, non hanno mantenuto le promesse che gli avevano fatto di fornire assistenza economica e di personale per il fratello Salvatore. E per questo, il 31 gennaio la famiglia Crisafulli partirà, portando Salvatore con sè, per il Belgio, dove il 9 febbraio prossimo - usando le leggi belghe che consentono l'eutanasia - farà fare al fratello una iniezione letale che lo farà addormentare per sempre. Inoltre ha dichiarato che farà il testamento biologico, perchè non intende finire come il fratello.
Nelle dichiarazioni attacca ed offende tutti: "l'Italia è uno schifo, non hanno mantenuto le promesse, non ce la faccio più" e cose del genere. Allora verrebbe da chiedere: e perchè il signor Beppino Englaro, che il signor Pietro Crisafulli ha chiamato assassino, è da condannare, visto che lui ha resistito 17 anni in quella situazione? In fondo, Salvatore Crisafulli sta così da soli 5 anni, 7 se ci aggiungiamo in coma. E comunque è una persona che, in una maniera o nell'altra, può esprimere una propria volontà ed interagire col mondo.
La realtà, molto semplicemente, è che è facile parlare quando il problema ce l'hanno gli altri. Quando il problema diventa personale, allora tante certezze, tanti principi, tante belle parole vanno a farsi benedire. Spero che il signor Crisafulli, passato il momento di rabbia attuale, capisca la lezione e impari che non si può diventare celebrità della stampa e della TV in questa maniera. Ma soprattutto mi auguro che lui e tutti gli altri che parlano di "eutanasia no" o di "diritto alla vita sempre e comunque" capiscano che certe dichiarazioni di principio non si possono fare sulla pelle degli altri. Ognuno di noi deve avere una possibilità di scelta e decidere cosa fare.

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di Antonio Rispoli
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