Cronaca / Nera

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Gli arresti dopo la denuncia della vittima

Pizzo per i detenuti, preso complice del nipote del boss


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Pizzo per i detenuti, preso complice del nipote del boss
14/05/2010, 13:05


TORRE DEL GRECO -  E’ finito in manette il complice del minorenne che voleva imporre tangenti ad un cantiere edile della città. Si tratta di Andrea Longobardi, di 20 anni, arrestato a Torre del Greco dai carabinieri con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. L’indagato è accusato di aver chiesto il pizzo con un complice di 16 anni, nipote di Luigi Nocerino, boss del clan Ascione-Papale arrestato due giorni fa dai militari con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, ai danni del titolare di un cantiere edile. Gli arresti sono scattati grazie alla denuncia della vittima ai carabinieri. Due giorni fa il minorenne è stato sorpreso dai militari mentre chiedeva il pizzo al titolare di una ditta edile che stava svolgendo dei lavori in un cantiere della città. Dopo aver saputo dell’inizio dei lavori, il 16enne si era presentato dall’imprenditore per chiedere un “regalo per i carcerati”: la cifra era stata quantificata al 3% della commessa. Il pagamento del pizzo, che avrebbe consentito al titolare del cantiere di proseguire tranquillamente la sua attività è stato chiesto facendo il nome di un esponente di spicco della locale criminalità organizzata. Il 16enne è stato arrestato in flagranza di reato, è stato, infatti, bloccato dai carabinieri all’interno del cantiere al momento del pagamento e dopo l’arresto è stato accompagnato nel centro di prima accoglienza dei Colli Aminei di Napoli. Nel giro di pochi giorni è stato identificato il complice del 16enne. Longobardi, riconosciuto attraverso le foto dalla vittima della tentata estorsione, è stato sottoposto a fermo disposto dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Il 20enne si trova ora rinchiuso nel carcere di Poggioreale, in attesa della convalida del fermo da parte del Gip.
Fatti che evidenziano che si è drammaticamente abbassata la soglia d'età dei giovani coinvolti in attività illecite che scelgono la strada invece della scuola. Una situazione allarmante che richiede strategie di tutela da parte delle amministrazioni comunali e dei servizi sociali per sostenere i minori a rischio.  

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di Antonella Losapio
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