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Plateale protesta degli albergatori di Lampedusa


Plateale protesta degli albergatori di Lampedusa
17/03/2011, 14:03

"Nel giorno dell'unità d'Italia gli operatori turistici delle Pelagie non si sentono cittadini ma sudditi da usare al bisogno. Siamo molto preoccupati. Riteniamo che l'idea della tendopoli sia assolutamente devastante per il territorio. Significa annullare la stagione turistica che vale cinquanta milioni di euro, sull'altare di un aiuto umanitario, doveroso, ma del quale Lampedusa non può e non deve farsi carico". E' quanto afferma il presidente di Federalberghi delle Isole Pelagie Giandamiano Lombardo, a nome degli albergatori di Lampedusa e Linosa. "Deve essere chiaro a tutti, come affermano anche il sindaco di Lampedusa e Linosa De Rubeis e il presidente della Regione Lombardo, che non si tratta di sbarchi ma di recuperi che possono essere fatti anche con navi crociera da far stazionare nelle acque internazionali o con navi militari che portino in zone più ampie i poveri rifugiati". Federalberghi Lampedusa manifesta la propria preoccupazione per una politica che vuole caricare sulle spalle del'isola e della Sicilia un onere che non le riguarda . "Condividiamo - conclude Giandamiano Lombardo - le dichiarazioni dell'assessore al turismo di Lampedusa ed economista, Pietro Busetta. Abbiamo già perso per la mancata stagione di Pasqua oltre 4 milioni e 500 mila euro. Diciamo allo Stato di non illudersi di trasformare Lampedusa in una piattaforma logistica per il recupero dei migranti. Gli operatori turistici siciliani e la cittadinanza lampedusana non lo permetteranno. Lo Stato non può pensare di utilizzare prima Lampedusa per i confinati politici, poi per i mafiosi e ora come piattaforma logistica con un territorio di 22 chilometri quadrati, paradiso per i turisti e moltiplicatore economico importante per la Sicilia e per la provincia di Agrigento. Apprezziamo invece l'opera svolta l'anno scorso che ha consentito a Lampedusa di incrementare del 20 le presenze turistiche".

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di Redazione
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