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Pm di Genova: “Quattrocchi non era un mercenario”. A Castellammare riparte la raccolta


Pm di Genova: “Quattrocchi non era un mercenario”. A Castellammare riparte la raccolta
14/10/2009, 13:10


La procura di Genova chiede l’archiviazione per i reclutatori di Fabrizio Quattrocchi, sostenendo che Quattrocchi non era un mercenario ma un bodyguard e a Castellammare riprende vigore la proposta di intitolare una strada cittadina al giovane italiano, che il 14 aprile 2004, dopo essere stato rapito in Iraq, fu ucciso da alcuni terroristi del gruppo "Falangi Verdi di Maometto”. Ad annunciarlo Salvatore Massa, presidente del Comitato “Una raccolta di firme per intitolare una strada a Fabrizio Quattrocchi”. «Apprendo questa notizia con grande entusiasmo – spiega Massa – anche se io personalmente non avevo alcun dubbio sul valore di Quattrocchi, che è un vero eroe nazionale. Ora comunque spero che questa nuova vicenda possa finalmente sgombrare il campo da ogni dubbio ed impedimento alla nostra iniziativa. A Castellammare abbiamo già raccolto oltre mille firme, la città vuole onorare questo grande eroe ed annuncio che, nei prossimi giorni, riprenderemo la raccolta firme». Dello stesso avviso Massimiliano Zurlo, responsabile dei giovani del Cdl stabiese. «Da quando abbiamo iniziato la raccolta firme a Castellammare abbiamo subito tanti attacchi da parte di una parte della sinistra estrema. Quattrocchi ha onorato l’Italia nel momento in cui, all’atto della morte, ha sfidato i suoi aguzzini, onorando il suo paese. E’ giusto che ogni città lo ricordi con una strada». Concorde anche Antonio Sicignano, vicepresidente dei Circoli della Libertà della Campania. «Ora la sinistra la smetta di essere anti-italiana e si accodi alla nostra iniziativa, finalizzata ad onorare un eroe di tutta l’Italia, come Fabrizio Quattrocchi. Quando depositeremo la raccolta firme in comune, inviterò in città anche Graziella Quattrocchi, sorella di Fabrizio, e gli ex ostaggi italiani, che hanno condiviso la prigionia con Fabrizio Quattrocchi, ovvero Maurizio Agliana, Salvatore Stefio e Umberto Cupertino»

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di Redazione
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