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Pm D'Onofrio sfida i clan a Ponticelli: da domani manifesti antiracket nei negozi


Pm D'Onofrio sfida i clan a Ponticelli: da domani manifesti antiracket nei negozi
01/06/2012, 11:06

“Il racket è la base per l’esistenza di un clan. È questa piaga che bisogna sconfiggere. Ma non a tutti conviene denunciare. A molti fa comodo convivere con la camorra. E’ per questo che lancio una sfida ai commercianti: da domani affiggete un manifesto fuori ai vostri negozi in cui ci sia scritto “io denuncerò il pizzo perché me lo ha detto Vincenzo D’Onofrio”. Con queste parole il pm Antimafia della Procura di Napoli ha lanciato una provocazione in piazza Sandomenico a Ponticelli, dove si è svolta - con il patrocinio morale del Comune di Napoli e dell’AssoCommercianti Ponticelli - “Liberiamo Ponticelli”, la prima giornata di mobilitazione collettiva per il ripristino della legalità e della vivibilità in uno dei quartieri più difficili dell’area orientale. “Ponticelli è un territorio che conosco da sette anni ormai – ha detto il magistrato – dove il clan Sarno è stato decimato dopo aver vessato per anni i negozianti di questa zona. I commercianti che non denunciano con il loro silenzio diventano un costo per la collettività e a quelli come Anna Ferrara e i gli altri 119 esercenti di Ponticelli va il mio plauso”. Promossa dall’AssoCommercianti, che ha inaugurato ieri la propria sede in via Cozzolino, la manifestazione ha visto la partecipazione di Franco Malvano, commissario regionale antiracket e antiusura, Antonio D’Amore, referente provinciale LIBERA Napoli,
Lorenzo Diana, presidente nazionale RETE PER LA LEGALITA’, numerose associazioni, tra cui Terra di Confine, SOS IMPRESA, LIBERA Napoli, Rete per la legalità, Polisportiva Ponticelli, ARCI Movie, Progetto Catrin, Rifugio LA FENICE, Progetto Cane Cittadino, Associazione Genitori 70° Circolo LE VIE DEI COLORI, Mo'Bast, Radio Siani, L’inchiesta NAPOLI, le scuole Enrico Toti, ITIS Marie Curie e ITC Rocco Scotellaro. “Vogliamo far capire che siamo liberi e senza condizionamenti – ha affermato Anna Ferrara, presidente dell’associazione dei commercianti – subiamo mortificazioni ogni giorno da parte di cittadini e istituzioni. Il commercio qui è morto. Il funerale glielo abbiamo fatto a marzo. Ora dobbiamo solo procedere alla cremazione se si continua così. Il fatto grave – ha rimarcato Ferrara – è che nel quartiere si tutela l’illegalità, di cui è esempio il mercato abusivo di via Califano. Mentre noi onesti esercenti subiamo controlli a tappeto dalle forze dell’ordine. Senza contare – ha concluso – che hanno chiuso in pochi mesi dieci negozi, mentre vigili urbani non se ne vedono e le auto sono in doppia e terza fila”.

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di Redazione
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