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L'ex presidente Telecom impuntato per dossier illeciti

Pm:"Condannate Tronchetti a due anni" per ricettazione


Pm:'Condannate Tronchetti a due anni' per ricettazione
01/07/2013, 20:44

MILANO- Marco Tronchetti Provera, quando era alla presidenza di Telecom e andava in scena uno scontro con alcuni fondi di investimento in relazione alla controllata brasiliana del gruppo, avrebbe fatto inviare dal Brasile un cd con dei dati hackerati dagli uomini di Giuliano Tavaroli che dimostravano un’attività di spionaggio contro di lui e ai danni della stessa società. Lo ha sostenuto il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, chiedendo una condanna a 2 anni di reclusione per l’attuale "numero uno" di Pirelli per l’accusa di ricettazione, perché l’ex presidente di Tlc "sapeva della natura illecita di quei file" e avrebbe cercato di "mascherarne" la provenienza. 

La richiesta di condanna è arrivata al termine della requisitoria nel processo sul cosiddetto "affaire Kroll", uno dei tanti capitoli della vicenda dei dossier illegali confezionati dalla security di Telecom, quando era guidata da Tavaroli.

Prima dell’intervento del pm, però, il legale di Tronchetti Provera, l’avvocato Roberto Rampioni, ha depositato una memoria per chiarire i motivi della rinuncia all’ interrogatorio in aula e per sottolineare "l’abnormita’ processuale" delle "scelte" della Procura che ha deciso "di indagare per falsa testimonianza due testi", ex componenti dell’ufficio legale di Telecom, "per il solo fatto di aver reso dichiarazioni che contraddicono la tesi del pm". Una tesi, tra l’altro, sempre a detta dell’avvocato Rampioni, "lacunosa e contraddittoria". 

Secondo il pm, invece, ad accusare Tronchetti non ci sono solo le dichiarazioni di Tavaroli, secondo il quale l’allora numero uno di Telecom diede l’autorizzazione all’invio dei file, ma anche una serie di "riscontri documentali e testimoniali", tra cui le versioni dell’ex investigatore Fabio Ghioni e della segretaria di Tronchetti.

Al centro del processo, in sostanza, c’è un cd con una serie di dati raccolti dall’agenzia di investigazione Kroll, che stava portando avanti uno spionaggio ai danni di Tronchetti Provera e del gruppo di tlc. Dati che, secondo l’accusa, vennero recuperati tramite un hackeraggio dal "Tiger Team" di Tavaroli nel 2004, quando era in corso uno scontro tra la società e alcuni fondi di investimento brasiliani per il controllo di Brasil Telecom. 

Secondo il pm, Tronchetti avrebbe poi consapevolmente ricevuto quei file, "della cui natura era stato messo specificatamente a conoscenza da Tavaroli". Ci sarebbe stata, infatti, una riunione tra Tavaroli, Tronchetti Provera e gli avvocati Francesco Mucciarelli e Francesco Chiappetta, nella quale quest’ultimo "espose il problema" e si decise, ha spiegato Robledo, di "inviare quel cd in forma anonima alla segreteria di Tronchetti".

Per il pm anche Tronchetti "sapeva della provenienza illecita, anche perché altrimenti che bisogno ci sarebbe stato di quell’invio in forma anonima?". Secondo Robledo, inoltre, le stesse dichiarazioni di Tronchetti, riportate anche in una memoria difensiva, sono auto-accusatorie. E ne ha citate due: "pensavo di essere in grado di avere questa documentazione in modo legale" e "lo stesso Tavaroli ignorava di quale tipo di documentazione si trattasse". Una sorta di "umorismo involontario" le ha definite il pm, ma anche, in pratica, una "piena ammissione".

Nella scorsa udienza, tra l’altro, l’accusa aveva chiesto la trasmissione degli atti per falsa testimonianza, dopo le deposizioni di Chiappetta e Mucciarelli, i quali hanno affermato in aula che Tronchetti non autorizzò "alcunché" e che né loro né l’allora presidente sapevano che si trattasse di file frutto di hackeraggio. 

Il prossimo 10 luglio parleranno le parti civili, tra cui il legale di Telecom Italia, e la difesa di Tronchetti.

 

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di Flavia Stefanelli
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