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Polemica Prefettura: De Martino chiede la pace ma non si scusa


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Polemica Prefettura: De Martino chiede la pace ma non si scusa
22/10/2012, 13:35

NAPOLI - Un fine settimana rovente quello appena trascorso, polemiche in quantità industriale sulla Prefettura di Napoli, e sul povero Andrea De Martino, rappresentante del Governo a Napoli che il prossimo 1 novembre lascerà il timone dell’Utg partenopeo per raggiunti limiti d’età. E, molto probabilmente, proprio per quei raggiunti limiti d’età, anzi oltrepassati, diremo noi, vista la vergognosa performance, Napoli è tornata ad essere la gogna mediatica nazionale con un video clip che ha spopolato su YouTube e che ha rimarcato la follia alla quale si può arrivare quando ci si sente investiti da un incarico divino più che umano e istituzionale. Don Maurizio Patriciello, parroco al Parco Verde di Caivano, sacerdote impegnato nel sociale e contro il dilagare della criminalità, era stato convocato in Prefettura a parlare dei famigerati fuochi tossici di cui anche noi della Julie ci siamo occupati in più fasi. La colpa di don Maurizio è stata quella di rivolgersi al Prefetto di Caserta Carmela Pagano, dandole della “Signora”. Da qui la furia verbale di Andrea De Martino, che abbandonata la plombe che gli è solita, oltre alla grammatica, si è lasciato andare ad insulti ed invettive nei confronti del povero sacerdote ridotto al silenzio e ad un ‘mea culpa’ che francamente non meritava. Figuraccia cosmica quella di De Martino che, filmata da un telefonino, ha fatto il giro del mondo e ha collezionato decine di migliaia di commenti. Avendo capito la colossale gaffe che un prefetto della repubblica non potrebbe assolutamente annoverare nel suo Curriculum, De Martino ha fatto sapere a don Maurizio che vorrebbe incontrarlo di nuovo "per confrontarsi, al di la delle polemiche, sul lavoro svolto insieme da tutti, sugli obiettivi comuni che sono gli stessi che il parroco evoca nella lettera". De Martino, si apprende da fonti della prefettura, dopo aver saputo della lettera del sacerdote, vuole proporgli un incontro perché intende chiarire "che non aveva alcun proposito di impedirgli di parlare tant' é che era stato lui stesso a volere fortemente estendere il tavolo sulla lotta ai roghi alla partecipazione dei comitati dei cittadini e di Don Patriciello ben conoscendo l' importante contributo che avrebbero potuto dare". Lungi dallo scusarsi pubblicamente per la vergognosa circostanza, il prefetto De Martino tenta di ricucire un rapporto in base alle circostanze più che in base alle proprie responsabilità. Gli fa sponda l’infaticabile sacerdote, che le scuse non sembra volerle, ma vuole solo che lo Stato si occupi, finalmente, dei roghi che stanno avvelenando la gente.

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di Rosario Lavorgna
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