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Ma lui: "Sono stato frainteso"

Polemiche su Andreotti: "Ambrosoli? Se l'è cercata"


Polemiche su Andreotti: 'Ambrosoli? Se l'è cercata'
09/09/2010, 15:09

ROMA - Andrà in onda solo questa sera, ma l'intervista che Giovanni Minoli ha fatto al senatore a vita Giulio Andreotti ha già sollevato un vero vespaio di polemiche. Nella puntata de "La storia siamo noi", che andrà in onda questa sera su Rai2 alle 23,50, si parlerà di Giorgio Ambrosoli, l'avvocato che fu ucciso con 4 colpi di pistola da Joseph Arico, un killer congaggiato da Michele Sindona per 50 mila dollari. Andreotti non ha mai fatto mistero del fatto di essere sempre stato dalla parte di Sindona; ma durante l'intervista a Minoli ad un certo punto supera il segno, quando dice, rispondendo alla domanda del perchè Ambrosoli sia stato ucciso: "Questo è difficile, non voglio sostituirmi alla polizia o ai giudici, certo è una persona che in termini romaneschi se l'andava cercando".
La dichiarazione ha destato reazioni irate, nel mondo della politica. Leoluca Orlando, dell'Italia dei Valori non fa sconti: "Le affermazioni di Andreotti su Ambrosoli, un vero eroe borghese, appaiono gravissime e sono un insulto al coraggio civile e alla cultura della legalità. Se quanto ha detto fosse confermato, dovrebbe chiedere scusa alla famiglia. In una sola frase, infatti, ha infangato la memoria del coraggioso Ambrosoli, assassinato per la sua onestà, quella di tutti i cittadini onesti e dei servitori dello Stato che hanno perso la vita perché non sono scesi a compromessi". Anche Franco Monaco del Pd è sconcertato: "Andreotti si conferma campione del machiavellismo politico. Non sorprende che, tra Sindona e Ambrosoli, scelga il primo". Molto più dura l'europarlamentare indipendente ma in quota Idv Sonia Alfano: "Il presidente Napolitano anziché redarguire gli onesti cittadini che chiedono di mettere fuori la mafia dallo Stato, dovrebbe immediatamente allertare i propri consiglieri giuridici perché individuino gli strumenti per la revoca a Giulio Andreotti del mandato vitalizio di senatore, essendo certo che egli ha accertate qualità criminali ma non gli 'altissimi meriti nel campo sociale', previsti dall'art. 59 della Costituzione".
Anche il figlio di Giorgio Ambrosoli, Umberto, è intervenuto nella vicenda: "Non so se le parole del senatore Andreotti rappresentino un sentire comune. Francamente ho la sensazione opposta. Il mondo economico finanziario ha fatto tesoro di quella esperienza per cambiare qualcosa, il mondo politico sembra non aver fatto nulla di quell'esperienza".
Solo successivamente, il senatore Andreotti ha comunicato alla stampa una propria nota: "Sono molto dispiaciuto che una mia espressione di gergo romanesco abbia causato un grave fraintendimento sulle mie valutazioni delle tragiche circostanze della morte del dottor Ambrosoli. Intendevo fare riferimento ai gravi rischi ai quali il dottor Ambrosoli si era consapevolmente esposto con il difficile incarico assunto".

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di Antonio Rispoli
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