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Polemiche sulle scelte del prossimo vescovo di Ischia


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Polemiche sulle scelte del prossimo vescovo di Ischia
11/10/2012, 15:01

Monsignor Claudio Maniago, ausiliario presso la Curia di Firenze, potrebbe essere il nuovo Vescovo di Ischia. Questa è la voce che da qualche giorno si rincorre sul web e tra i mass media con una certa frequenza e che al momento non ha trovato alcun riscontro ufficiale ma neppure è stata smentita. Maniago, e mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo, dovrebbe sostituire Padre Filippo Strofaldi che nel mese di luglio si è dimesso per problemi di salute. La paventata nomina di Maniago alla guida della Curia vescovile di Ischia e il suo conseguente allontanamento da Firenze, in queste ore sta sollevando forti polemiche dovute al fatto che il presule toscano, nel 2007 è stato coinvolto nelle vicende di don Lelio Cantini, il parroco di Firenze accusato di abusi sessuali e da cui ne è uscito pulito. In modo particolare sono partiti proprio dai social network i cori di un deciso no alla paventata nomina di Maniago, ipotesi che probabilmente nei prossimi giorni potrebbe essere smentita ufficialmente dalla Chiesa. Tra gli altri l’agenzia giornalistica “Il Velino” ha scritto sul proprio sito: “Chiesa, Maniago a Ischia, caos nel mondo religioso” mentre sul settimanale isolano “Il Dispari” diretto dal giornalista Gaetano Di Meglio, Geppino Cuomo ha titolato il suo commento: “Sua Eccellenza Claudio Maniago vescovo di Ischia? No Grazie!”. Naturalmente chiunque sarà nominato Vescovo, sull’isola Verde dovrà fare i conti con l’eredità e il buon segno lasciato da chi l’ha preceduto. E siamo convinti che difficilmente i fedeli riusciranno a fare a meno di rimpiangere Padre Filippo Strofaldi, presule umile e preparato che nei momenti sociali difficili non ha esitato a schierarsi con coraggio e determinazione al fianco dei più deboli come quando lo Stato con disumana violenza è sbarcato più volte sull’Isola per abbattere le casette di umili famiglie ischitane a cui aprì anche lo porte del Vescovado.

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di Gennaro Savio
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